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24/04/08 - Ore 15 - Tutti pazzi per Pio.

Da stamatina Rai 1 e Rai 2 ci bombardano in diretta con immagini del cadavere riesumato. Un popolo di necrofili sfila ininterrottamente davanti al corpo taroccato a cura del Museo delle Cere di Madame Tussauds, scattando foto e girando film da rivedere poi nelle serate casalinghe dedicate al genere horror. L'esaltazione di massa per questa discutibile figura è dovuta alla convinzione che facesse miracoli, nonchè a sanguinolente quanto appariscenti stimmate, sparite misteriosamente (o fraudolentemente) al momento del decesso. E nella interminabile diretta TV si sono accavallate le testimonianze delle più variegate figure del circo mediatico accomunate dall'esaltazione generalizzata per l'attività miracolistica attribuita al defunto. Prende sempre più consistenza la voce che questa sezione italiana del Museo delle Cere protrarrà la sua apertura ben oltre la chiusura prevista per il 2009. Del resto chi si azzarderebbe a interrompere il fiume di denaro che i visitatori del museo, prenotatisi a centinaia di migliaia, portano direttamente o indirettamente alle casse di chi detiene il copy right dello spettacolo ? Ma il successo del frate cappuccino più famoso del mondo va ben oltre i luoghi di Pietralcina e San Giovanni Rotondo. Dilaga con immagini, mezzibusti e statue intere di marmo, gesso, bronzo, plastica e cartapesta in vie e piazze d' Italia, a spese di presunti miracolati e di condomini, contrade, borghi, municipi, province e regioni. Spopola nelle fiction televisive, nell'editoria religiosa, e perfino in quella scandalistica dove al barbuto fratacchione si dichiarano devote le più note mignotte televisive, nonchè sculettanti divi delle canzonette. Ma il successo più clamoroso si registra nei cimiteri dove a partire dal 2002, anno della canonizzazione, sui loculi e sulle tombe l'immagine del frate ha completamente soppiantato quella della madonna. Si salva solo gesùcristo di cui però si ha traccia solo grazie alla presenza sulle lapidi di croci sottili, non troppo vistose per non oscurare l'arcigna possanza del frate. Siamo di fronte alla più grandiosa manifestazione di idolatria di massa nella storia d' Italia, e con tutto l'oro che rende non ce ne libereremo più.

da www.nogod.it


16/04/08 - A mente fredda, dopo la delusione di lunedì sera.

Forse dobbiamo dircelo con franchezza brutale, della Laicità non frega niente a nessuno. I due partiti che più di tutti l'avevano messa al centro del loro programma, socialisti e sinistra-arcobaleno, hanno fallito totalmente l'appuntamento elettorale. Evidentemente agli elettori interessano molto di più le propste concrete su crisi economica, precarietà del lavoro, criminalità dilagante, insufficienza di stipendi e pensioni, che non le nobili battaglie di civiltà e libertà sui diritti civili e sulla premessa indispensabile per rivendicarli, la Laicità delle Istituzioni. Ne prendiamo atto con dispiacere, ma non possiamo pretendere che tutti abbiano i nostri stessi interessi e priorità. Questo non significa però che dobbiamo rinunciare alla Resistenza Laica. Continueremo la nostra lotta in attesa che le condizioni sociali, culturali e politiche ripropongano quei temi all'attenzione dei cittadini e ne stimolino l'interesse.

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Veltroni consegna l'Italia a Berlusconi
Boselli : il Congresso sceglierà il nuovo leader

lunedì 14 aprile 2008

Netta vittoria della Pdl alla Camera e al Senato, crolla la sinistra e per la prima volta nella storia della repubblica i socialisti non sono presenti in Parlamento. Una responsabilità "gravissima" quella di Walter Veltroni che con la scelta di andare da solo ha aperto le porte di Palazzo Chigi a Silvio Berlusconi. E' il commento a caldo di Enrico Boselli, che non nasconde il deludente risultato del suo partito, convocando d'urgenza un congresso. "Queste elezioni - commenta il leader socialista - rappresentano un fatto unico nella storia perché Veltroni ha spalancato le porte del Governo a Berlusconi, consentendogli di governare forse per i prossimi 10 anni". Boselli spiega di considerare "gravissime le responsabilità di Veltroni, che ha parlato prima di pareggio, poi di rimonta, ha ripetuto per tutta la campagna elettorale 'si può fare'. Adesso vediamo come è andata a finire. All'interno di questa gravissima sconfitta della sinistra italiana - ammette Boselli - ai socialisti è toccata la propria razione: nel prossimo Parlamento senza di noi sarà difficile affrontare le battaglie di laicità". Quanto al futuro del partito, il leader annuncia la convocazione di un congresso che dovrà riflettere e decidere le strategie future.


Punto e a capo

Piero Sansonetti
Nessuno, francamente, si aspettava una batosta così grande, storica. Addirittura, di fronte al crollo della sinistra, passa in secondo piano la nettissima affermazione del centrodestra e il ritorno al potere, solenne e festoso, di Silvio Berlusconi. L'Italia si trova per la prima volta ad avere un Parlamento della repubblica privo di una delegazione della sinistra. C'è una fortissima coalizione di destra, che ha la maggioranza ed è condizionata dal successo strepitoso della sua anima xenofoba e antimeridionalista (cioè la Lega) ; c'è una opposizione di centro, condizionata a sua volta dall'altrettanto strepitoso successo della sua componente forcaiola (cioè l' Italia dei valori di Di Pietro); e poi c'è un piccolo partito cattolico moderato, molto moderato (l' Udc di Casini), schierato su posizioni intermedie rispetto ai due schieramenti grossi.
Difficile dire se con questi risultati - in gran parte imprevisti e molto più a destra di quello che ci si aspettava - Berlusconi deciderà di governare da solo con Bossi, come i numeri gli consentono, o se invece cercherà una grande coalizione, e cioè proverà a coinvolgere il partito di Veltroni in un accordo, in qualche forma di intesa. Dalle dichiarazioni che ha rilasciato ieri sera a "Porta a Porta" parrebbe di no. Comunque l'ipotesi del «Veltrusconi obbligato», e cioè reso quasi inevitabile da un pareggio al Senato, che molti osservatori avevano pronosticato, ora non c'è più. Se ci sarà la grande alleanza, ci sarà per scelta politica dei gruppi dirigenti dei due partiti, ma questo, con ogni probabilità, se dovesse avvenire, comporterebbe delle rotture, soprattutto nel partito di Veltroni.
Che Italia sarà? Non chiedetelo a noi, si sa come la pensiamo: un'Italia senza la sinistra in Parlamento, cioè senza una sentinella che si oppone agli scivolamenti reazionari, alla ferocia del mercato, alla religione della competitività, un'Italia cosiffatta, pensiamo, sarà un paese pessimo. Però non c'è niente di peggio, di fronte a un ceffone politico elettorale di questa potenza, mettersi a piangere e abbandonarsi al lamento. Conviene mantenere la mente fredda e riprendere a fare politica.
Ponendosi, ovviamente, due domande. La prima è: quali sono le cause della sconfitta? La seconda viene come conseguenza: e ora, che fare?
Non so rispondere alla prima domanda. Se avessi conosciuto in anticipo le cause della sconfitta le avrei dette. Non credo che nessuno avesse capito cosa stava succedendo, e quindi non credo che nessuno sappia analizzare lucidamente le cause. Certo, se mi chiedete un elenco ve lo faccio: il bipartitismo imposto da Veltroni e tutta quella faccenda del voto utile, lo slittamento a destra dell'opinione pubblica italiana, il peso di temi come l'immigrazione e la sicurezza, il ritardo con il quale la sinistra ha saputo avviare il processo unitario, una discreta litigiosità interna, l'assenza di rinnovamento, il poco appeal delle liste elettorali, l'indebolimento drammatico della struttura dei partiti politici e dunque del loro radicamento di massa, la difficoltà ad avere un dialogo con il proprio popolo (anzi: con il popolo), le conseguenze della grande disillusione creata dal governo Prodi, l'impressione che abbiamo dato di essere troppo subalterni al governo e l'impressione, opposta, e cioè di essere stati troppo bastian-contrari, la poca convinzione con la quale abbiamo battuto sul tema dei diritti civili, l'aver messo in secondo piano la battaglia delle donne, i diritti degli omosessuali, l'opposizione al clericalismo, e anche - di nuovo all'opposto - le difficoltà che ci ha creato la svolta improvvisa (fondamentalista e moderata) della Chiesa cattolica passata da Woijtyla a Ratzinger... Posso proseguire ancora, e mettere tra gli errori, ovviamente, le difficoltà di comunicazione (e da questo punto di vista il giornale non si chiama fuori), la difficoltà a fare politica in un sistema ormai del tutto spettacolarizzato e televisionaro. Ma alla fine di questo elenco resta poco. Tutto giusto, ma non ci basta certo a capire dove sono stati gli errori veri essenziali, e quindi in che modo correggerli. Dobbiamo, credo, aprire una discussione seria, approfondire l'analisi, fare tutti quei passi che nel più orrendo gergo della sinistra si chiama l'«autocritica». Possibilmente aprendosi e non chiudendosi. Cioè non aggrovigliandosi in una discussione da ceto politico, piena di sottintesi, di ripicche, dispetti, psicodrammi e cose del genere. Ma aprendosi alla società, al popolo, ai movimenti. E chiamando a raccolta tutti quelli che vogliono ricostruire la sinistra, che sono inorriditi da questo Parlamento che è uscito dalle urne.
Mi è più facile rispondere alla seconda domanda. Da oggi si fa punto e a capo. Si ricomincia. Si inizia a lavorare per rifondare la sinistra. Senza farsi spaventare, accettando, anche con umiltà, questa durissima lezione che abbiamo ricevuto. Sicuri di aver fatto un numero enorme di sciocchezze, ma anche di avere in testa delle idee che non sono affatto male.
15/04/2008


Angius: il Pd cannibalizza il centrosinistra e perde

lunedì 14 aprile 2008

"È innegabile la netta vittoria del PDL. E' altrettanto evidente il netto spostamento a destra dell'equilibrio politico del Paese che riflette mutamenti profondi in atto nella società italiana. Il negativo e inatteso risultato del Partito Socialista, si colloca, purtroppo, all'interno di una più generale disfatta della sinistra italiana". Lo afferma Gavino Angius, commentando i risultati elettorali.  "Ora occorrerà riflettere sulle ragioni che hanno portato ad avere un Parlamento nel quale, per la prima volta nella storia d'Italia, non sono presenti forze politiche dichiaratamente di sinistra. Questo evento segna una regressione democratica rispetto alla quale tutte le forze che si richiamano ai valori del socialismo democratico devono compiere una riflessione autentica, libera da vincoli di pregiudizio.
 L' Italia non può rimanere priva di una rappresentanza politica di sinistra che si ispira a quei principi e idee socialiste e democratiche di cambiamento e innovazione sociale, culturale e civile che costituiscono, per oggi e per domani, il principale fattore di modernizzazione della democrazia contemporanea. Purtroppo l'operazione politica voluta dal Pd è riuscita. E' nato un bipartitismo falso, condizionato da una parte dalla Lega e dall'altro dall'Idv. Il Pd che segna un modestissimo incremento rispetto alle elezioni precedenti, ha cannibalizzato il centrosinistra, contribuendo così a consegnare l'Italia al Pdl. In questo - conclude - modo, si potrebbe dire: l'operazione è riuscita, ma il paziente è morto".


Nigra: Veltroni ci spiegò di essere certo della sconfitta

"Nell'unico incontro avvenuto al loft, avvenuto un mese fa, Veltroni ci spiegò che il Pd non aveva nessuna possibilità successo e che l'unica cosa sensata sarebbe stata quella di puntare ad un discreto risultato di lista. Per questa ragione i socialisti come i radicali dovevano annullarsi nella loro lista. Abbiamo scelto la strada dell'autonomia e deciso di correre da soli, pur rischiando. Realacci, troppo occupato nei giochi di corrente interni del Pd, non si è accorto che nel frattempo si è ricostituito il Partito Socialista, non rinunciando al proprio simbolo e alle proprie liste"

mercoledì 9 aprile 2008


Boselli chiama e i radicali lo votano

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Cattolici PD alle dipendenze del Vaticano

Roma, 4 apr. (Adnkronos) - "L'ha detto Franceschini: 'nel prossimo parlamento il Pd portera' 100 parlamentari cattolici. Un record'. Questo significa due cose precise; la prima e' che il Pd e' la nuova Dc, come ha detto ieri Follini su 'La Stampa'. La seconda conseguenza di questo record di cattolici che il Pd porta in Parlamento, e di cui Franceschini e' tanto orgoglioso, e' che anche in caso di assai improbabile vittoria del Pd, i parlamentari cattolici bloccheranno qualsiasi provvedimento sgradito al Vaticano, essendo alle dirette dipendenze del Vaticano stesso". Lo afferma il socialista Franco Grillini.


Cosenza. Mancini: Minniti pessimo esempio di coerenza lotta al crimine
“Se, come temo – afferma Giacomo Mancini - il Minniti che adesso grida dai palchi della Calabria di non volere i voti della mafia è lo stesso che nel 2005 ha analizzato al microscopio la moralità di tutti i candidati di tutte le liste del centrosinistra escludendo chi diceva essere chiacchierato e ponendo il suo bollino di qualità su chi adesso alloggia in carcere, allora rappresenta un pessimo esempio di coerenza nella lotta al crimine e al malaffare


Il governo percepito

Dov’è l’Eurispes? E dove sono i vari Tg3, i Ballarò, i poveristi, i declinisti, i sociologi della quarta settimana? Eppure l’Istat ha detto che l’inflazione è al 3,3 per cento, il tasso più alto dal 1996: nessuno ha niente da dire? Anni addietro, quando l’inflazione sfiorò il 2,2, fu l’inferno. Il cambio lira-euro in effetti fece di fatto arrotondare verso l’alto il prezzo di generi di uso quotidiano (caffè, brioche, ortaggi, frutta, benzina) dando così l’impressione di aumenti generalizzati che non riguardarono, tuttavia, i beni d’uso meno frequente. Si aprì una forbice tra statistiche ufficiali e impressione popolare, ma qualcuno ci andò a nozze: l’Eurispes parlò addirittura di inflazione reale al 20 per cento, di alimentari aumentati del 29 per cento, addirittura di 14 milioni di famiglie disagiate e di «due milioni di bambini poveri». Il Rapporto Eurispes 2004, in particolare, sembrava quello del Burkina Faso, e dovette intervenire l’Istat per sbugiardarlo: e però «il presidente dell’Istat si dimetta» tuonò la sinistra in coro. L’Istat, una delle poche realtà serie di questo Paese, ovviamente è ancora lì. E, oggi che l’inflazione è salita davvero, niente tragedie. Silenzio su inflazione percepita, disoccupazione percepita, declino percepito, soprattutto governo percepito.

Articolo di Filippo Facci su Il Giornale del 1 aprile 2008


1/04/08 - Milano caput mundi. Dopo l'assegnazione alla città di Mlano della EXPO 2015 scoppiano subito le polemiche fra chi si attribuisce il merito di questo indubbio successo. Berlusconi si ammanta delle penne del pavone e Prodi gli risponde piccato. Eppure c'è chi effettivamente ha qualche merito in più, ma nessuno si azzarda a dirne il nome perchè è stato demonizzato e cancellato con ignominia dalla memoria collettiva. È il nome dei Craxi. Ma il merito del successo di questa EXPO assegnata a Milano non è di Bettino, morto e sepolto in esilio, bensì di suo figlio Vittorio Craxi, meglio conosciuto come Bobo, che in qualità di Sottosegretario agli Esteri, è stato delegato alla campagna promozionale per la candidatura di Milano all'Esposizione universale del 2015 conseguendo un grande successo.

Tratto da www.nogod.it


Follini: "Bertinotti ha ragione, Pd è neocentrista"

"Le dichiarazioni di Bertinotti, secondo cui il Pd è un partito 'neocentrista', ci calzano a pennello. Vorrebbe essere una critica ma, almeno per me, è un grande complimento". Lo dice il responsabile comunicazione del Pd Marco Follini.


Bertinotti: "Veltroni neocentrista, impossibile accordo con il Pd"

Fausto Bertinotti esclude che ci possa essere un accordo dopo le elezioni tra la Sinistra Arcobaleno e il Pd. Accolto dai dirigenti del Wwf per un confronto sui temi dell'ambiente, il presidente della Camera ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se non sia meglio un accordo della Sinistra Arcobaleno con il Pd invece di un "inciucio" Veltroni-Berlusconi. "Non è questione - ha detto Bertinotti - di quello che sarebbe meglio fare. Il Pd ha scelto di andare da solo e con Veltroni ha costruito un programma sostanzialmente neocentrista che rende impossibile l'intesa con una sinistra come è la nostra".


Cosenza. Mancini: in due anni Di Pietro non ha fatto nulla per la A3

“I lavori per l'ammodernamento della A3 – afferma Giacomo Mancini - sono infiniti. A Veltroni sceso in Calabria ricordano le piramidi e stimolano la battuta che i romani hanno impiegato meno tempo a fare gli acquedotti. Veltroni farebbe meglio a chiedere conto a Di Pietro che oltre ad essere suo fedele alleato è anche ministro in carica dei Lavori Pubblici e in due anni ha la grave responsabilità di non aver fatto niente per la A3 e per nessuna infrastruttura calabrese.
Veltroni, invece di continuare a prendere in giro i calabresi ricordi che in questa regione anche le pietre sanno che il Partito Socialista a metà degli anni 60 grazie all'impulso di un suo ministro ha impiegato 40 mesi a consegnare la A3 agli italiani”.


Boselli: ''Web per colmare un deficit di democrazia''

Il Partito socialista per la campagna elettorale si affida alla rete con un blog e due siti internet Non solo Zapatero  e Partito socialista. Il candidato premier: ''Il blog è stato pensato per "parlare con i giovani che stanno ai margini della campagna elettorale''. ''Siamo oscurati dalla tv pubblica e privata e questo mette in discussione la nostra libertà''


D'Alema vuol cambiare nome al Partito Socialista Europeo.

Non contenti di aver cancellato l'idea stessa di socialismo all' interno del PD-Partitus Dei adesso gli ex-comunisti vogliono cancellare anche la parola "socialista" a tutti quei partiti europei che ancora si riconoscono in quella gloriosa e vincente denominazione. Vi proponiamo la denuncia di Gavino Angius : """ non è una questione di nome ma di valori "D'Alema - afferma Gavino Angius - ha chiesto al PSE, che raccoglie tutti i partiti socialisti e socialdemocratici europei, di cambiare nome per favorire l'ingresso del PD. Ma se D'Alema ne fa una questione soltanto nominalistica prende in giro il PD e i suoi elettori Tutti i partiti socialisti, secondo D'Alema, dovrebbero mutare la loro denominazione e di fatto snaturarsi per legittimare la deriva centrista del PD. Ma se il PD tiene tanto ad entrare nel PSE non è più semplice che siano i democratici a cambiare nome? In realtà quel che manca al PD sono quei valori e quei principi che sono a fondamento della socialdemocrazia europea. Si continua a far finta di non sapere che all'interno del PD è presente una componente cattolica, e non solo quella integralista, che non ha nessuna intenzione di far parte della famiglia del socialismo europeo. Infatti tace, non pronunciando una sola parola sulla vittoria di Zapatero in Spagna".

Tratto da www.nogod.it 15/03/08


Nigra: barzellette e myspace nella campagna elettorale di Pd e PDL

La campagna elettorale ci aiuta ogni giorno di più a capire le differenze tra Pd e Pdl - afferma Alberto Nigra del Partito Socialista- Berlusconi continua a raccontare barzellette anche quando affronta questioni serie come sui precari, e pensa di risolvere il problema facendoli sposare ai figli. Semplicemente ammette non risolverà mai il problema, a meno che non pensi di procreare all'infinito ben più di Matusalemme. Il democratico Veltroni invece usa le liste del Pd quasi fosse su myspace, facendo incontrare produttori miliardari a disoccupati e precari, officiando così un matrimonio inutile e virtuale. Insomma programmi uguali. Risposte concrete, zero! Nell'ultima finanziaria, come i verbali parlamentari possono confermare, il Partito Socialista si è battuto per ottenere l'indennità ai precari che andavano in disoccupazione e il voto congiunto di PDL e PD cercò di bloccare la proposta. Solo davanti alla minaccia di crisi di governo il provvedimento fu messo in finanziaria. Ed è l'unico provvedimento a favore dei precari che vanno in disoccupazione, con un fondo di indennità legato ai corsi di qualificazione. Insomma i Veltrusconi fanno chiacchiere, noi ci battiamo e continueremo a batterci a sostegno dei giovani, dei precari, degli operai, di pensionati.

venerdì 14 marzo 2008


Chi è il "burattinaio" che, ancora una volta, vuole ridisegnare la geografia politica italiana? Chi non vuole più il bipolarismo e punta sul bipartitismo all'americana? Intini si limita a dire: "Là dove si può". Il pensiero corre alla grande finanza internazionale, alla Trilaterale, al club di Bildeberg, dal nome dell'albergo nel quale nel 1954 David Rockefeller e il principe Bernarndo l'Olanda fondarono il gruppo. Ne faceva parte anche Gianni Agnelli. Gli si sono state attribuite varie operazioni, non certo di natura umanitaria. Di cosa si tratta? "Sono innocui gruppi di discussione", si limitava a rispondere anni fa l'Avvocato, a chi chiedeva lumi sulla Trilaterale e sui suoi obiettivi.

Una cosa è certa. Carlo De Benedetti, finanziere e proprietario del gruppo Espresso-Repubblica, e Luca di Montezemolo, presidente della Confindustria ed editore del gruppo Corriere della Sera-Rizzoli (ma anche de La Stampa e del Sole 24 ore) sono sostenitori e perfino teorizzatori (assieme ai loro giornali) della svolta diretta al bipartitismo.

Tratto da aprile del 10 marzo 2008


I socialisti vincono in Spagna e in Francia.


Intervista al candidato premier dei socialisti Boselli (Psi): «Vogliamo il 4% nonostante i media, Mentana, Floris e Santoro»   Leggi


Bipartitismo inciuciante.

Diversi episodi lasciano pensare che vi sia un accordo fra Veltroni e Berlusconi per escludere i piccoli partiti. Dal voto in Commissione di Vigilanza Rai alla richiesta di modificare i regolamenti parlamentari e il sistema elettorale, fino alla scomparsa del conflitto d'interesse dal vocabolario del Pd: tutti indizi per una certezza politica

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Il programma di Walter? Solo banalità.  Leggi


PD e PDL si sostengono a vicenda

Quelli che dovrebbero essere i due principali contendenti, il Pd e il Pdl, in realtà, anziché cercare di togliersi i voti o difendere i propri, o conquistarne altri, si sostengono a vicenda. Il PD sostiene il PDL. E viceversa. C'è tra loro un accordo. Il PD dice: se non votate per noi, votate Berlusconi e Fini. Il PDL a sua volta dice: se non votate per noi, votate Veltroni. E’ pazzesco, ma è così. Credo che non si sia mai vista al mondo una cosa del genere. Il PD pur di far fuori i partiti più vicini, con i quali si è governato l'Italia, insieme a tanti comuni, province e Regioni, preferisce rafforzare Berlusconi, Fini e il PDL. La cosa viene cortesemente ricambiata. È una campagna elettorale taroccata e gli italiani se ne stanno accorgendo. Voteranno liberamente e ci saranno sorprese.

Gavino Angius 27/02/2008

 


Gli auguri di Boselli a Zapatero: perseguiamo gli stessi obiettivi

“Caro Louis, desidero esprimerti le più vive congratulazioni dei socialisti italiani e mie personali per la straordinaria vittoria socialista”. Lo afferma il candidato premier del Partito socialista Enrico Boselli, in un messaggio inviato al primo ministro spagnolo Zapatero. “L’opera di modernizzazione civile, economica e sociale che hai portato avanti in questi anni – prosegue Boselli - potrà ulteriormente svilupparsi. Il successo in Spagna, come in Europa, conferma che il socialismo europeo continua a svolgere il suo ruolo fondamentale per assicurare giustizia sociale e libertà, laicità e diritti civili, sicurezza e pace. Hai mostrato un grande coraggio con l’introduzione del matrimonio per i gay, respingendo ogni sorta d’intimidazione da parte dei fondamentalisti e dei conservatori spagnoli. L’assoluto rispetto per la fede religiosa, come per qualsiasi concezione filosofica può essere assicurato solo da uno Stato laico. Il socialismo dei cittadini è divenuto per noi socialisti italiani un riferimento essenziale al quale stiamo ispirando la nostra campagna elettorale in vista del voto del 13 aprile per rinnovo del Parlamento. I socialisti spagnoli e i socialisti italiani, accomunati dall'appartenenza al PSE e all'Internazionale socialista e da antichi e profondi legami di amicizia, perseguono gli stessi obiettivi. Con questi sentimenti di solidarietà politica, - conclude il leader socialista - rinnovo a te e ai socialisti spagnoli felicitazioni ed auguri dei socialisti italiani e miei personali”.

lunedì 10 marzo 2008


Il Pd strumentalizza la vittoria del Psoe. Bertinotti nega l'esistenza di formazioni socialiste in Italia, poi si scusa si riferiva al Pd...

La vittoria dei socialisti spagnoli e di Zapatero è stata immediatamente strumentalizzata dal Partito democratico in chiave interna con Veltroni, che in Italia non osa definirsi socialista e che ha rifiutato l’apparentamento con il Ps, inneggiante al successo del Psoe, dimenticando che, a differenza del Pd, quest’ultimo appartiene alla famiglia del Pse. Ma ancor di più ha fatto il leader della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, che riconoscendo la vittoria dei socialisti in Spagna ha affermato che in Italia "di formazioni socialiste non ce ne sono”.
“In Italia un partito socialista c'e' da oltre un secolo, cioe' da 116 anni”. Ha replicato Enrico Boselli. “Oggi Fausto Bertinotti dovrebbe essere rosso di vergogna e io mi aspetto che il presidente della Camera si scusi per quello che ha detto'. 'Alle prossime elezioni politiche il partito socialista si presenta con il proprio simbolo e con un candidato premier alla Camera e al Senato'.

"La corsa ad accaparrarsi il socialista Zapatero sfiora il ridicolo”. “È surreale che ci sia un duello tra 'La Sinistra Arcobaleno" diretta da Bertinotti, che proclama orgogliosamente di essere comunista e che ha una politica economica e sociale contrapposta a quella socialista, e il Partito democratico di Veltroni, che non vuole aderire al Partito socialista europeo e balbetta sui diritti civili. Nessuno alla fine vuole ammettere che in Spagna hanno vinto i socialisti, che né il Partito democratico né la Sinistra Arcobaleno sono formazioni socialiste e che in Italia c'è solo uno e un solo Partito socialista che si presenta alle elezioni".

"E' ridicola e meschina la corsa all'accaparramento della vittoria di Zapatero in Spagna. In Spagna ha vinto Zapatero perché è socialista." Ha aggiunto Gavino Angius. "Zapatero non ha rinunciato e non si vergogna - continua Angius - della storia del suo partito che infatti si chiama Socialista ed Operaio. In questi anni di governo ha portato la Spagna ad incredibili livelli di crescita economica, sociale e civile, senza mai tradire i principi e i valori in cui crede. E' un leader che ha il coraggio di scegliere sui diritti civili, anche scontrandosi con i vescovi spagnoli, e sui diritti di tutte le persone, e sulle politiche sociali affrontando l'ostilità della Confindustria spagnola. E' quindi penoso assistere all'uso di molti aggettivi per qualificare Zapatero senza mai chiamarlo socialista, compito nel quale ho visto si stanno esercitando da questa mattina gli acrobati del Pd, Fassino e Veltroni, con l'aggiunta di Bertinotti che invece ha deciso di cancellare il Partito Socialista in Italia. Perché non hanno l'onestà di riconoscere che quel vento nuovo che soffia in Europa è l'effetto delle culture e del pensiero politico più innovativo che è quello socialista? C'è infine da sottolineare l'assordante silenzio dei dirigenti del PD, provenienti dalla Margherita, che evidentemente sono ancora senza parola per la vittoria socialista in Spagna."

lunedì 10 marzo 2008


10/03/08 - VIVA ZAPATERO !!! Vittoria socialista in Spagna contro i terroristi dell' Eta e del Vaticano.

Preso tra due fuochi il grande leader spagnolo Zapatero ha saputo resistere con doti di fermezza e moderazione che sono state premiate dagli elettori. Ma il grande sconfitto non è il Partido Popular che, a differenza dei clericali italiani del PD-Partitus Dei e del PDL-Popolo della Libertà Vigilata dal Vaticano, ha un concetto ben più alto della laicità e della separazione fra gli interessi dei cittadini e quelli del potere religioso. Il vero grande sconfitto è Benedetto XVI che ha incoraggiato l' arroganza e la protervia dei suoi vescovi in Spagna isolandoli dal popolo elettore che non ha tenuto in nessun conto le loro indicazioni di voto. A Zapatero le congratulazioni di NO GOD con l' auspicio che la sua vittoria convinca i politici italiani a trovare sul tema della laicità la capacità di unirsi per sconfiggere gli zuavi del Papa Re che si accingono a rioccupare il Parlamento italiano.

Tratto da www.nodod.it


Larizza: rinuncio alla candidatura nel Pd e torno a casa

"Ho rinunciato ad una candidatura sicura nel Pd. Non sono pazzo, ma voglio tornare a casa. Non sono autonomo dalla mia storia e dal mio Dna". Lo afferma Pietro Larizza, che sara' capolista del Ps per il Senato in Calabria, in Puglia e nel Lazio. Larizza aggiunge: "Torno a casa entrando dalla porta secondaria. Ho chiesto a Boselli di essere l'ultimo delle liste in tutta Italia. Boselli mi ha accolto con piacere e mi ha proposto di essere capolista nella mia regione: la Calabria". Larizza critica il Pd: "Il Pd rispecchia esattamente le due culture che lo compongono. Non e' un compromesso storico formato bonsai: è qualcosa di meno e di peggio".

sabato 8 marzo 2008


Diliberto: "Veltroni e Berlusconi promessi sposi"

"Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme". Lo afferma il leader del Pdci Oliviero Diliberto: "Per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra".


Salvi: "Chiara intesa Veltroni-Berlusconi"

"Appare sempre più chiaro l'accordo fra Berlusconi e Veltroni per dividersi il potere in Italia". Lo afferma Cesare Salvi di Sinistra Democratica. "Veltroni propone un patto di consultazione a Berlusconi e quest'ultimo chiede agli elettori di sinistra di votare Veltroni. La democrazia fondata sul pluralismo politico è posta a serio rischio da questo sempre più chiaro patto di potere".


Assassinato in Spagna esponente socialista

A due giorni dalle elezioni l'Eta colpisce il Psoe

“Esprimo il dolore e la preoccupazione di tutti i socialisti italiani per l’assassinio del compagno Isaias Carrasco”.
Lo afferma Enrico Boselli. “Chi tenta di instaurare un clima di paura, mira non a caso contro i socialisti, che sono in Spagna come ovunque in Europa i protagonisti di una stagione di progresso civile, sociale e culturale. L'affermazione del Psoe e di Luis Zapatero, alle elezioni del 9 marzo, non potrà che rafforzare la risposta della Spagna civile e democratica a questa sanguinaria strategia di radicalizzazione del conflitto sociale e politico".
Pia Locatelli era con Zapatero quando hanno dato la notizia dell'omicidio dell'esponente socialista basco per mano dell'Eta. "Hanno attaccato il partito che con la sua proposta di pacificazione ha messo l'Eta particolarmente in difficoltà. Ma Zapatero, essendo uomo di pace, è capace anche di avviare un dialogo con i suoi nemici, mettendo l'Eta in una situazione di grande difficoltà".


Sondaggi e Pd

Lo scudo mancante di Veltroni

Qualcuno si chieda perché mai non passa giorno senza che Walter Veltroni non annunci trionfante che il distacco tra il Pd ed il Pdl si stia drasticamente riducendo. I dati degli istituti demoscopici, anche quelli tradizionalmente vicini alla sinistra, indicano che il divario rimane sostanzialmente immutato. O, addirittura, che il il Partito Democratico tende a perdere almeno un punto in seguito alle polemiche scoppiate al suo interno per la composizione delle sue liste. Ma il leader del Pd ignora i numeri che quotidianamente compaiono su tutti i giornali. Ed insiste con sempre maggior enfasi sulla storia del recupero. Le ragioni di un comportamento del genere sono facilmente identificabili. Veltroni applica l’unica strategia elettorale consigliata a chi è costretto a rincorrere. Il Pd parte battuto rispetto al Pdl. E se vuole almeno contenere la sconfitta o sperare di compiere la stessa rimonta compiuta da Silvio Berlusconi nel 2006 non deve far altro che sprizzare ottimismo da tutti i pori per convincere se stesso ed il proprio elettorale che l’impresa è possibile. Ma non c’è solo una ragione di strategia elettorale a giustificare la linea di marcia di Veltroni. C’è anche l’esigenza di utilizzare l’ottimismo, la speranza e l’entusiasmo per l’impresa impossibile come collante di una lista piena di contraddizioni e di un partito che di fatto ancora non è nato.
Veltroni, in sostanza, è condannato a nascondere la prospettiva di una sconfitta certa ed è obbligato a raccontare la favola della rimonta inesorabile. Perché se non lo facesse la lista delle contraddizioni esploderebbe ed invece di andare incontro ad una battaglia perduta con l’onore delle armi creerebbe le condizioni per una disfatta destinata a scatenare una sanguinosa resa dei conti nel Pd. E, quindi, l’automatica dissoluzione del Partito Democratico all’indomani delle elezioni. Veltroni, infatti, è perfettamente consapevole che la tregua stipulata dalle diverse componenti del Pd per la campagna elettorale può reggere solo in caso di vittoria o di sconfitta onorevole. Nell’eventualità che il 13 aprile il Pd ottenga un consenso uguale o inferiore alla somma dei vecchi consensi dei Ds e della Margherita, tutti i nodi che si sono formati negli ultimi anni e mesi nella sinistra di governo giungeranno al pettine. Con effetti devastanti sulla leadership di Veltroni e sullo stesso Pd. Il caso Calearo-Parisi, la polemica dei radicali, i mugugni degli ex popolari, l’inquietudine dei dalemiani e degli altri gruppi ex-Ds sono le avvisaglie di quanto potrebbe scatenarsi. Con l’aggravante che se fino a qualche settimana fa Veltroni avrebbe potuto difendersi usando come scudo l’enorme svantaggio lasciatogli in eredità dal governo Prodi, da adesso in poi questo scudo non c’è più. La scelta del segretario del Pd di impostare la campagna elettorale sulla rimozione del biennio prodiano e sulla totale discontinuità rispetto alla politica dell’Unione, gli toglie ogni strumento di difesa. In caso di mala-sconfitta il primo ad azzannarlo sarà proprio Romano Prodi!

Articolo di Arturo Diaconale tratto da L'Opinione del 7/3/2008


CUSUMANO. Ha alzato la voce il senatore dell'Udeur che il 24 gennaio scorso, contravvenendo alle indicazioni del suo partito e beccandosi uno sputo dal capogruppo Tommaso Barbato, votò la fiducia al governo Prodi. Ora Nuccio Cusumano è nel Pd, candidato al decimo posto per il Senato in Sicilia. Rischia di rimanere fuori, e si è detto "deluso e amareggiato", perché "prima del voto gli era stato promesso un posto blindato" e ora si ritrova in posizione "non garantita". Quello che più lo addolora, ha continuato l'ex Udeur, è "la irreperibilità di alcuni leader, vice presidenti del Consiglio, ministri e dirigenti vari" che nelle giornate precedenti al voto di fiducia "mi hanno chiamato e mi hanno trovato e che ora non si fanno trovare". Assumono toni più prosaici, quindi, quelle parole pronunciate in aula prima dell'annuncio del "sì" alla fiducia: "Scelgo in solitudine, scelgo con la mia libertà, scelgo con la mia coerenza, senza prigionie politiche, ma con l'esaltante prigionia delle mie idee, della mia probità, scelgo per il Paese, scelgo per la fiducia a Romano Prodi". E venne lo sputo.

Tratto da Aprile del 5/3/20008


Nelle liste mancano solo le badanti

Ieri i giornali ci hanno informato che il Pd ha definito la formazione delle liste: dopo gli annunci di Veltroni sui capilista ora sappiamo chi sono i parlamentari nominati. L’Unità ha pubblicato, regione per regione, i nomi dei deputati e dei senatori che formeranno i futuri gruppi parlamentari del Pd. I cittadini non c’entrano, hanno solo la facoltà di votare il simbolo e digerire gli “eletti”. Sempre sull’Unità abbiamo un quadro completo dei veltroniani, dalemiani, rutelliani, prodiani, degli affezionati di Franceschini o di Marini. Ognuno si è portato dietro il proprio segretario, il proprio addetto stampa. Mancano solo i nomi degli autisti e delle badanti. C’è poi il lamento degli esclusi, come Giuseppe Lumia, il quale afferma che il Pd se ne fotte della lotta alla mafia. E ci sono i marginali. Leggo dall’Unità che «Piero Fassino quando ha comunicato a Mimmo Lucà, coordinatore dei cristiano-sociali, che è stato piazzato al nono posto in Piemonte, si è sentito rispondere: “Il Pd mi sta mettendo fuori”». E ha presentato le sue dimissioni. Scusate: chi ci sarà dal nono posto in giù? È questo l’elenco che incuriosisce: sono eroi o hanno già in tasca un incarico istituzionale retribuito?

Emanuele Macaluso - Il riformista - Mercoledì 5 Marzo 2008


 Seggi di famiglia

Può piacere o non piacere, ma essere «figlio di» è sempre stato d`aiuto, specialmente in politica. Non sarà giusto, ma è umano. E anche democratico?
Da ieri sappiamo la risposta. Sì, è democratico. Ce lo rivela il sesto nome della lista del Pd per la Sicilia Uno: Daniela Cardinale, studentessa di Scienze della Comunicazione. Un nome fino a ieri tanto sconosciuto quanto è conosciuto quello dell`ex ministro Salvatore Cardinale. E` il suo papà. Dopo cinque legislature, gli avevano fatto capire che non era il caso di ricandidarsi. E lui, con eleganza, ha accettato. A una sola condizione: che il suo seggio andasse non a un estraneo, ma alla figlia. E così la casella numero 6 è stata assegnata a «Cardinale donna». Adesso è tutto a posto. La famiglia conserva il seggio a Montecitorio. E noi sappiamo che, nel 2008, si può diventare deputati anche per diritto ereditario (Sebastiano Messina).

da Repubblica, 4 marzo 2008 


FUORI CONDANNATI E MASSONI - Il codice etico del Partito Democratico

Gli uomini e le donne del Partito Democratico s'impegnano a non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni”. Fra le tante scemenze riportate nelle pagine del Codice Etico del Partito Democratico sono certo che la regola che verrà meno rispettata sarà proprio questa. In alcune zone della rossa Toscana girava la battuta secondo cui, fra riunioni “segrete” e riunioni “di partito” l’unica differenza palpabile era che nella seconda c’erano anche le donne. E infine una domanda sorge spontanea, cosa faranno quelli dell'Opus Dei?


Odifreddi: "La Chiesa fa troppe ingerenze mi spiace, ma non entro in questo partito"

 

Professor Odifreddi, ma ha deciso di lasciare il Partito democratico?

«La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il discorso fatto da Veltroni davanti ai parlamentari cattolici del Pd. Mi sono sentito chiamare in causa quando ha parlato di "visione caricaturale" del rapporto fra laici e cattolici, di "visione anacronistica" o "superficialità" . Veltroni invece di fare una scelta chiara di campo cerca di mettere insieme tutto. Ma come faccio io che sono un logico matematico che ha passato la vita insieme al principio di non contraddizione ad accettare tutto questo? Qui siamo di fronte alla dialettica hegeliana di peggiore specie. C'è un'unità di facciata: alla prima occasione i nodi verranno al pettine e litigheranno. Mi sembra tutto un pasticcio e io me ne vado prima. Comunque fra Veltroni e Berlusconi scelgo senza dubbio Veltroni».

Ma lei sembrava molto impegnato?

«Ero entrato nel partito quando ci furono le primarie. Mi chiamò Veltroni e benché avessi dei dubbi molto forti perché il partito nasceva dall'unione di ex comunisti ed ex dc accettai perché volevo verificare se le mie idee potessero trovare accoglienza. Sono stato chiamato nella commissione dei valori, dove questi valori bisognava metterli nero su bianco...».

Franceschini dice che lei quel documento lo ha firmato. E adesso lascia il partito?

«Franceschini e anche Castagnetti sono persone molto ragionevoli. Se nel Pd fossero tutti così ci sarebbe da leccarsi i baffi. Hanno scritto nel manifesto che il partito è laico, "ma" la religione deve avere una presenza nello spazio pubblico. Ho subito detto a Reichlin che se la formulazione rimaneva quella, io non avrei firmato. E infatti non ho firmato. Adesso vorrei che non mi si tirasse più in ballo come esempio della laicità del Pd. Magari Franceschini l'ha fatto in buona fede, ma non voglio essere la foglia di fico laica del Pd».

Allora non ha sottoscritto...

«No. Perché quei valori non sono miei. E comunque prima di lasciare ho aspettato che parlasse il "principe", il "re". Alla fine Veltroni ha usato quei termini, ha detto cose che mi fanno pensare che uno di noi due ha delle allucinazioni. Quando dice che la Chiesa non fa ingerenze, ma solo sollecitazioni, mi viene da chiedere dove viva Veltroni. Ma se solo qualche settimana fa, da sindaco, è andato in Vaticano e gli hanno tirato le orecchie. Quelle non sono ingerenze? E quando parla dei limiti che la scienza deve porsi mostra l'aspetto più bieco del clericalismo».

Professore, ma perché a difendere i valori della laicità è rimasto un manipolo di scienziati nel disinteresse generale?

«Perché sono latitanti i politici e i filosofi. Difendere la laicità toccherebbe a loro. Ma se ci guardiamo intorno, nel Pd per esempio, c'è gente come Cacciari. Ma quando parla mi sembra più papista del Papa. E poi va a difendere i valori laici a Porta a Porta. Il problema è che dopo la caduta del Muro le persone di sinistra si sentono orfane e afflitti da un senso di colpa che si trasforma in vergogna per il fallimento del comunismo. E alla fine tutti si sentono più papisti del papa. Sono rimasti solo i radicali e i socialisti».

Intervista di Silvio Buzzanca su La Repubblica del 29 febbraio 2008, pag. 9


La prima enciclica di Ratzinger è a pagamento

Gli internauti curiosi di conoscere il testo integrale di «Deus Caritas est» sono stati accontentati. Il Vaticano ha reso disponibile sul sito (www.vatican.va) la prima enciclica di Benedetto XVI. 73 pagine, suddivise in 42 paragrafi per raccontare l’amore di Dio ed il concetto di carità cristiana declinata nel mondo d’oggi. Ovviamente, in calce allo scritto di Papa Ratzinger, non manca il riferimento al copyright che, secondo le recenti disposizioni della Segreteria di Stato, è gestito dalla Libreria Editrice Vaticana. L’agenzia Adista protesta contro la decisione presa dal Vaticano di diffondere tutti i testi del Papa con il copyright e, dunque, anche l’enciclica del Papa «Deus caritas est». Cosicché «sul prossimo numero della rivista ci sarà solo una pagina bianca» ha annunciato in una nota Adista, chiedendo ironicamente ai propri lettori: «Vi immaginate le prime comunità cristiane che si vedevano arrivare le lettere degli Apostoli o a pezzi e bocconi, o solo per pochi in grado di versare sonanti sesterzi?».

Fonte: la Gazzetta del Sud


Ma Pierino, perché fai queste domande?

Scusi, signora maestra, il papa ha detto che la speranza e la giustizia si trovano soltanto in un mondo governato dalla chiesa di Cristo. Perchè, allora, ai tempi dello Stato della Chiesa c’erano le guerre di religione, le crociate, le sofferenze, i genocidi, l’inquisizione, perché non c’erano i diritti umani, la tolleranza, la giustizia? Signora maestra, me lo dice perché? (n.s.)

(7-12-2007)


Non dobbiamo preoccuparci

Papa Ratzinger ci informa che nel mondo l’unica giustizia possibile si trova nella Chiesa cattolica. Ringraziamo per questo dono prezioso ed immeritato. Anzi, non soltanto per questo. La Chiesa, infatti, oltre a fornirci la giustizia ci fornisce anche il giudice: il santo Roberto Bellarmino.

Tratto da Italialaica (1-12-2007)


Sull'obiezione di coscienza

Il Papa invita i farmacisti a fare gli obiettori di coscienza e a non vendere "medicine che abbiano scopi chiaramente immorali".

Domanda: le agenzie immobiliari possono affittare casa alle coppie non sposate e i venditori di materassi possono venderne uno di misura "matrimoniale" a una persona single? (Luciano Comida)

(30-10-2007)

Tratto da italialaica.it


Il diavolo vedendo soffrire una persona dovrebbe morire dalla rabbia

La sofferenza secondo la Chiesa avvicina l'uomo a Cristo (cf Lettera Enciclica Salvifici doloris), e il demonio tutto dovrebbe desiderare meno che l'uomo in qualche modo somigli anche lontanamente al Signore. Stando così le cose, quando avviene una guarigione inspiegabile come, per fare un esempio recente, la sparizione di un calcolo dall'uretra del salesiano V.M. Thomas, che è stata attribuita dall'arcivescovo di Guwati a Madre Teresa di Calcutta, non potremmo escludere la possibilità che sia opera di Satana. (Renato Pierri)


Incredibile Italia.

Mentre i radicali, da sempre protagonisti assoluti nelle battaglie per la Laicità e per i diritti civili, mettono in cima alle loro priorità la politica economica, il PD-Partitus Dei che li ospita e, sull' altro fronte, il Popolo della Libertà Vigilata dal Vaticano si concentrano con incredibili e interminabili dibattiti sulla priorità del catechismo della chiesa cattolica come Legge Fondamentale della prossima legislatura. Insomma quello che importa ai due partiti del Vaticano (ma anche al trio comico UDC, Rosa Bianca, Udeur, al trio nostalgico Santanchè, Storace, Bontempo e all' estrema destra di Forza Nuova) è contrastare il diritto delle donne ad una scelta di maternità responsabile, i diritti di donne e uomini di decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita, e la richiesta delle persone omosessuali di godere gli stessi diritti riconosciuti a tutti gli altri cittadini. Insomma, in un momento tragico di crisi economica internazionale con il petrolio alle stelle e le riserve cerealitiche mondiali a livello zero, e in Italia con i problemi della precarietà del lavoro e della sopravvivenza stessa, quello che interessa ai cattolicanti italiani è impedire alle donne di abortire, ai gay di sposarsi e a tutti quanti di decidere con la propria testa su ciò che li riguarda personalmente ed esclusivamente. E di mantenere i privilegi e le esenzioni fiscali della Santa Ditta Trangugia e Divora che dall' altra parte del Tevere controlla e guida la politica italiana. .

Tratto da www.nogod.it -28/02/08 -


Pd, la grana Di Pietro

Per il Pd di Walter Veltroni l’apparentamento con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro sta rivelandosi un boomerang. E questo non solo perché la figura dell’ex pm di Mani pulite ha fatto storcere il naso a tutti i garantisti e riformisti presenti nel nuovo partito. “Ma anche” perché il grande moralizzatore della politica italiana si ritrova di nuovo sotto inchiesta con accuse pesantissime che vanno dal falso in atti pubblici alla truffa aggravata di contributi erogati dallo stato alle formazioni politiche. Accuse tutte da dimostrare e per le quali c’è stata anche un richiesta di archiviazione, non accolta dal gip, da parte della procura di Roma. Richiesta in realtà motivata con il fatto che la legge sul finanziamento pubblico dei partiti non prevede precise fattispecie penali sull’utilizzo dei soldi erogati dallo stato. Insomma una lacuna normativa che potrebbe salvare l’ex eroe di Tangentopoli. Ma che lascerebbe intatti tutti i sospetti “morali” sull’utilizzo di quei soldi.
Che nel caso dell’Idv assommano ormai a 22 milioni di euro. E che, nelle tante denunce che hanno raggiunto Di Pietro, si ritiene siano stati gestiti e utilizzati con criteri esclusivamente personalistici. Il prossimo 27 febbraio davanti al gip romano Carla Santese potrebbe persino essere disposto un rinvio a giudizio per l’ex simbolo di Tangentopoli. O peggio, essere chiesto un supplemento di indagine che rischia di rovinargli una campagna elettorale tutta puntata sulla moralità, la trasparenza e perfino sulla perentoria richiesta di abolire ogni contributo per i partiti politici. C’è da dire che Di Pietro è perseguitato anche da altre denunce di appropriazione indebita di quei fondi pubblici. Come quella degli eurodeputati Achille Occhetto, Giulietto Chiesa e Elio Veltri, i quali lo accusano di essersi intascato i cinque milioni di rimborso elettorale per le europee lasciando a secco il famoso “cantiere".

Tratto da L'Opinione del 23/02/2008


Lo Stato Sociale secondo Veltroni

Lo ha inaugurato a Roma, prima di dimettersi dalla posizione di Sindaco. Si chiamerà Emporio Caritas e sarà finanziato, tra gli altri, dalla Comunità Europea e dalla Protezione Civile Italiana. Non si riesce a capire perché lo Stato Sociale del nostro paese debba funzionare con i soldi dei contribuenti che, prima di raggiungere i destinatari bisognosi, passano per le stanze del Vaticano. Anzi, si capisce … (n.s.)

Tratto da italialaica.it (22-2-2008)


"IMPROVE YOUR ENGLISH....con il Programma del Partito Democratico"

Da una seppur veloce lettura delle 37 pagine del Programma del Partito Democratico abbiamo annotato una sequenza di termini anglosassoni che qui di seguito riportiamo: Benchmarking, Spoil system, Intelligence, Hub, Partnership, Core Business, Performaces, Private Equity, Stalking, Energy intensive e Saving, Carbon Tax, Competitors, Green Land, Brown Lands, High Tech, Flexsicurity, Social Housing, Best Practices, Social Network, Biotech, Policy e così via, con almeno altri 20 termini sempre strettamente britannici. Verrebbe da chiedere agli estensori del programma del Pd, per quale vezzo abbiano preferito un "Social Housing" ad un più comprensibile "Edilizia Popolare", però ora tutti noi sappiamo che se la ricetta Made in England proposta dal Pd non riuscirà a salvare l'Italia dal declino economico, morale e dai tanti problemi che l'affliggono, almeno contribuirà a migliorare l'inglese di tutti.

lunedì 25 febbraio 2008


Pd e giustizia: Di Pietro dà la linea

"In un paese civile una giustizia realmente giusta si regge su tre cardini fondamentali e inscindibili: un giudizio rapido, un giudice autonomo e imparziale, l’accusa e la difesa sullo stesso piano. Delle conseguenze derivanti dall’assunzione di questi obiettivi, purtroppo ancora lontani, nel programma di Veltroni non vi è traccia". Questo il giudizio di Enrico Buemi, del Partito socialista. "È evidente questa assenza - prosegue Buemi -, perché diventerebbe necessario affrontare il nodo della separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero, della responsabilità civile dei magistrati, della diversa regolamentazione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Come è ovvio, su tutto questo c’è il veto di Di Pietro e Veltroni non si può spingere oltre". Prosegue l'on.Buemi: "Ma se la giustizia in questi anni è peggiorata anziché migliorare, la colpa di chi è? Oggi chi ha dettato la linea al ministero, al Csm, nell’associazione nazionale magistrati, al governo, sono coloro che esercitano la maggiore critica e sono i censori di ciò che non va, come se fossero appunto dei marziani arrivati oggi sulla Terra". Il parlamentare socialista conclude: "Ai cittadini che aspettano da otto o dieci anni la conclusione di una causa, i quali devono sperare di avere un buon conto in banca per garantirsi una difesa efficace, possono sperare in un futuro migliore se il nuovo che si presenta oggi è una diversa rappresentazione del vecchio, responsabile di questa situazione insostenibile?"

lunedì 25 febbraio 2008


De Gregorio indagato

Il senatore Sergio De Gregorio è indagato a Roma per corruzione nell'ambito di un'indagine avviata a Napoli e poi trasmessa nella capitale per competenza e riguardante presunti tentativi per ottenere voti al Senato per far cadere il governo in occasione della discussione della finanziaria.

A quanto pare in Italia è un reato passare dal governo diretto dal Partito Democratico all'opposizione ed invece è un titolo di merito fare il contrario.


Sì, Walter sta facendo la rivoluzione. Dinastica

Dobbiamo riconoscerlo: siamo stati faziosi e miopi. Abbiamo puntato l'indice contro il veltronismo, argomentando che sposava l'ideologia capitalista della crescita e dello sviluppo. Ma non si possono distorcere in questo modo le posizioni dell'avversario - pardon , del competitor . Negare le novità e perciò travisarle. Ammettiamo ciò che è vero: veltronismo e Piddì non sono affatto neo-capitalisti, tanto meno neo-liberisti. No: hanno tutt'altri orizzonti, addirittura un cambio di sistema.
Lo si vede fin dalle candidature: come si può essere tanto prevenuti da non osservarlo? Matteo Colaninno, annunciato capolista nel Nord da Veltroni in persona, sabato all'assemblea costituente. Martina Mondadori, insistentemente indicata come altra papabile candidata. Rosella Sensi, sulla cui scelta di correre col Pd a Roma addirittura i boatos sono un clamore di folla - e di curva. E ancora, probabile, benché Maria Laura Rodotà abbia scritto sul Corsera di non volerci credere ( noblesse oblige ...), Alessandro Benetton.
Ecco: come nella parabola dei Vangeli, siamo tanto accecati da vedere la pagliuzza ma non la trave. Siamo insorti di fronte all'accostamento, nelle liste democratiche, di Colaninno Jr con l'operaio sopravvissuto al rogo della Thyssen Krupp torinese. E persino Bertinotti se n'è uscito con la battuta: «Ce n'è uno di troppo». Senza avvedersi dell'innovazione dirompente, anzi del balzo di tigre nel passato pur così spesso evocato dalla passione bertinottiana per Benjamin (che si chiamava Walter, pure lui).
Tutti a guardare l'appartenenza di classe. E nessuno a notare ciò che davvero accomuna quei cognomi: Colaninno junior ; Mondadori junior ; Sensi junior ; Benetton junior . Non si tratta del solo "salto" generazionale. Qui si va proprio di padri (e che padri!) in figli. Si tratta d'uno straordinario recupero della contemporaneità del non contemporaneo. Una geniale riaffermazione niente di meno che della discendenza dinastica, insomma del diritto di sangue.
E' una mossa di coraggio che spiazza la concorrenza. Fa impallidire d'un colpo pur straordinarie "tradizioni inventate" come la Padania leghista, il moderatismo berlusconiano, la destra democratica finiana o l'ultima, l'ateismo devoto ferrariano. Qui non s'inventa niente, si recuperano tradizioni autentiche per innestarle sulla modernità. Roba mica da nulla, non come la facile cesura con le rivoluzioni del Novecento, o al massimo con l'89 francese: qui si archivia pure quella inglese. Altro che liberismo, o liberalismo! Capitalismo, vabbe': ma anche feudalesimo.
Certo, ci sarebbe quel piccolo inconveniente d'aver posto in cima ai valori inalberati il «merito». Ma l'equivoco è evidente. L'ha chiarito ieri Luca Cordero di Montezemolo alias Montez: il quale ha smentito sdegnato che la sua Confindustria candidi «qualcuno», ma ha salutato come «positivo e utile» che «ci sono imprenditori che in tutti gli schieramenti portano in Parlamento la cultura d'impresa». Se ne sentiva la mancanza, in effetti. Ed è un merito far sì che ora ad effettuare il trasporto ci sia Berlusconi ma anche Veltroni. Con un valore aggiunto: aver riscoperto il merito d'essere figli di.

articolo di Anubi D'Avossa Lussurgiu su Liberazione del 19/02/2008


I sondaggi del regime

Per i socialisti non c’è mai posto. Da ottobre 2007 a ieri, 15 puntate di Ballarò e mai un socialista. Con Santoro poi è assai peggio. E’ dal 1994 che il celeberrimo domatore delle piazze televisive, non invita un esponente socialista in trasmissione. Fosse solo questo già ci sarebbe di che protestare anche perché in questi giorni è tutto un susseguirsi di Pezzotta e Tabacci, Baccini e Storace, di ‘Rosa Bianca’ e ‘Destra’, come se davvero fossero in grado di determinare l’esito delle elezioni di aprile. Il fatto è che l’esclusione più sottile arriva anche dall’uso dei sondaggi. Difatti in quelli che ‘Anno zero’ e ‘Ballarò’ commissionano alla Swg o all’Ipsos semplicemente non compare il Partito socialista. In questo modo insomma, non saranno tanto gli elettori a decidere quali forze dovranno andare in Parlamento ma, come ha osservato Boselli, Santoro e Floris.


Catania, 11 feb. (Adnkronos) - "Non se ne parla proprio, non sono un'accattona". Cosi' Emma Bonino, ministro delle Politiche europee, commenta oggi a Catania la proposta di ingresso nel Pd da parte di Piero Fassino che dalle pagine de 'La Stampa' ha detto che il Pd e' pronto a candidarla. Per la Bonino quelle di Fassino "sono parole offensive e sconcertanti per le menzogne adottate nelle sue argomentazioni". La Bonino si e' infine augurata che "questo crei delle reazioni anche sdegnate nel Pd".


La scelta del segretario del Partito Democratico di andare da solo è resa obbligata dal fallimento della formula del centro sinistra e dalla necessità dei “democratici” di prendere le distanze dalla sinistra antagonista. Ma è diretta anche a fare un brutale piazza pulita di tutte quelle forze che potrebbero fare ombra al Pd. Non è un caso che Veltroni non abbia alcuna intenzione di stringere alleanze con lo Sdi preferendo una “solitudine” allietata dalla sola compagnia di Antonio Di Pietro. Cancellando l’identità dei socialisti Veltroni rafforza l’identità dei “democratici”.

da L'opinione


La moglie di Mastella e la moglie di Dini sono state entrambe indagate dalla magistratura. La moglie di Dini è stata già condannata, la moglie di Mastella è agli arresti domiciliari. Dini e Mastella hanno fatto cadere il governo Prodi. È fantapolitica pensare che dietro queste indagini ci sia lo zampino di qualche politico e i due si sono vendicati?


15/01/08 - Una vergogna tutta italiana. Da destra a sinistra tutti i giornalisti di regime e le mignotte della politica vaticaliana al servizio del Papa Re si strappano le guepieres per la rinuncia di B16 (la rinuncia autonoma, badate, non l' obbligo forzoso) a visitare l' Università di Roma. Li avete letti i vergognosi commenti? Tutti a piangere su una presunta manifestazione di intolleranza verso chi invece fa dell' intolleranza verso i diritti delle donne, degli uomini, dei liberi pensatori atei e agnostici, e degli omosessuali una vera e propria forma di alimento dello sterminio di massa, a base di proclami quotidiani in nome del suo immaginario dio. Il Dittatore del Dogma ha capito che giovedì 17 gennaio i fischi degli studenti, la frocessione di gay e lesbiche, le dichiarazioni dei Resistenti Laici avrebbero mostrato a tutto il pianeta che IL PAPA È NUDO e che nel suo stesso Vicereame veniva sbeffeggiato. Ma i farisei italiani della politica, invece di piangere sull' oscuramente totale che viene imposto su tutti media alle associazioni rappresentative degli atei e dei liberi pensatori, lamentano che il papa non potrà esibirsi per l' ennesima volta nelle sue cervellotiche concioni di aria fritta teologica che ci ammannisce quotidianamente su tutte le TV pubbliche e private. Questa è la vera vergogna italiana, solidarizzare con il Dittatore del Dogma.

tratto da www.nogod.it


Intervista al alcuni professori firmatari della protesta.  video

Le reazioni dei politici


Era il 14 novembre del 2007 quando il professor Cini inviò la seguente lettera aperta " Se la Sapienza chiama il Papa e lascia a casa Mussi", pubblicata sul Manifesto

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Soldi per sanità e scuole cattoliche: Ecco i veri obiettivi del Vaticano

continua...


Giovedì il Papa terrà un discorso di inaugurazione dell'anno accademico.

Dopo l'appello dei fisici gli studenti preparano la contestazione.

continua...


11/01/08 - Povero Uolter!

Il sindaco di Roma dopo aver offerto "er dorce" al cardinale Bertone, assicurandolo, secondo le malignità trapelate, di non dare riconoscimenti nè giuridici e neppure anagrafici alle coppie di gay e lesbiche; dopo aver offerto "er dorce" a Giuliano Ferrara accettando di discutere con lui temi che di fatto riconoscono validità all' assurda moratoria sull'aborto lanciata dall'ateo devotissimo; ieri lo stesso Sindaco, leader del PD-Partitus Dei illuminato dall'Opus Dei, e Capo del futuro Governo se vince le prossime elezioni, ha trovato finalmente chi "er dorce" glielo ha preso brutalmente senza petting e senza vasellina.

Un papa, successore di decine di papi che fino al 1870 hanno amministrato Roma con sistemi e con risultati che fanno apparire quasi un paradiso il "degrado" odierno, lo ha violentemente accusato delle peggiori nefandezze amministrative, sociali, culturali e politiche.

Ma quello che ci fa veramente sbellicare dalle risate è che B16, fra le varie colpe addebitate a Uolter, ha messo anche la mancata risoluzione del problema abitativo per le persone meno abbienti. Incredibile ! Proprio il padrone del patrimonio immobiliare più gigantesco di Roma che attraverso l'apposita Agenzia vaticana sta sfrattando e mettendo sul lastrico centinaia di locatari malati e indigenti, va ad accusare il Sindaco per i ritardi nel trovare una casa ai poveri ! E certo ! Così il papa può sfrattare tranquillamente tutti quegli ingombranti poveracci che hanno affittato le case degli enti religiosi e mollare al Sindaco l'obbligo di sistemarli. Geniale e veramente ispirato dallo Spirito del Santo Profitto. E infatti tutte quelle case, pregiatissime e collocate nei punti più appetiti della città, possono essere riaffittate a inquilini potenti e danarosi. E se in un androne c'è una madonna o un padrepio appeso a una parete ecco che diventano luoghi di culto e automaticamente esenti dall'Imposta Comunale sugli Immobili. Ben gli sta al Sindaco, di cui non conosciamo nessun impegno concreto a censire quegli immobili di proprietà religiosa adibiti ad attività esclusivamente commerciali su cui far pagare legittimamente l'ICI.

tratto da www.nogod.it


Aborto, guerra santa sulla legge

Si riapre l’offensiva della gerarchie ecclesiastiche sulla legge 194 che ha scatenato una dura polemica tra le due coalizioni ed anche al loro interno. Il tutto, è nato in seguito alla proposta di 'moratoria' sull'aborto avanzata sul 'Foglio' da Giuliano Ferrara e sostenuta dal card. Camillo Ruini sul 'Corriere della Sera'. In sintonia con quanto sollecitato dal cardinale, alla Camera c’è una mozione del coordinatore nazionale di Fi, Sandro Bondi, che, la senatrice 'teodem' del Pd, Paola Binetti, si è detta pronta a votare. 
“Nel momento in cui rimette in discussione una legge che ha funzionato come la 194, ponendo fine alla piaga degli aborti clandestini, allo scandalo dei cucchiai d’oro e ai privilegi di chi poteva andare all’estero, - afferma Roberto Villetti - significa che da parte le gerarchie ecclesiastiche si vuole aprire una vera e propria guerra santa. Non sono valse le promesse del cardinal Ruini che dopo il referendum aveva escluso che se ne traesse spunto per una crociata contro la 194. Di fronte a una riscossa cattolica che sta avvenendo su temi fondamentali come la sessualità e la scienza, tutti i laici credenti e non credenti devono assumersi le proprie responsabilità”.
“La questione che si sta aprendo in Italia - commenta Gavino Angius - è ormai una questione di libertà e di democrazia. Siamo in presenza di una nuova offensiva 'politica' della Chiesa di Roma che sempre più pretende di agire come Partito-Stato attraverso suoi rappresentanti in tutte le istituzioni al fine di imporre un modello di società secondo le sue ispirazioni e la sua dottrina".
"Nessuno in Italia minaccia la famiglia. Tutti in Italia difendono la vita umana, ciò vale per i credenti e per i non credenti. Piuttosto alludere, come fa il cardinale Ruini, con il sostegno aperto di componenti politiche cattolico-integraliste, che in Italia esisterebbe una legislazione assassina sull'aborto o che altre componenti politiche vorrebbero distruggere l'istituto della famiglia, è semplicemente falso, moralmente riprovevole, e politicamente infondato".
"Siamo, invece, in presenza di una nuova offensiva 'politica' della Chiesa di Roma che sempre più pretende di agire come Partito-Stato attraverso suoi rappresentanti in tutte le istituzioni al fine di imporre un modello di società secondo le sue ispirazioni e la sua dottrina".
"Impedire una legislazione avanzata sulla fecondazione assistita, ostacolare in ogni modo di avere una legge moderna ed europea sulle unioni civili, negare i diritti delle persone omosessuali e ora mettere in discussione la legge sull'aborto significa colpire i diritti civili, ottundere le libertà personali, far regredire la società italiana in un oscurantismo medievale che pensavamo superato".
"È inquietante il conformismo di molte forze del centro destra e del centro sinistra che pensano di trarre consenso da un silente atteggiamento verso chi così apertamente pretende d'imporre la propria concezione di fede sulla famiglia, sulla società, sullo Stato". Ma se "non sorprende che forze di destra abbiano subito avallato, come in altre circostanze, questa offensiva", è invece "mortificante, che il Pd, principale partito del centro sinistra, sia incapace di esprimere una posizione chiara su valori di libertà della persona e di laicità delle istituzioni".
“Contro le aggressioni alla 194 – aggiunge Franco Grillini - resistenza laica in tutto il Paese. Mai come in questo periodo l'attacco alla laicità dello Stato e delle Istituzioni è stato insistente e pericoloso. L'aggressione alla legge 194 degli ultimo giorni prefigura il tentativo di eliminare una delle poche leggi civili di questo paese, legge che ha ha restituito alle donne la libertà di decidere sul proprio corpo e della propria vita. Aggredire la 194 significa mettere così in discussione anche la libertà femminile e, nel suo complesso, l'idea stessa di diritti civili e modernità. Il tentativo di clericalizzare la società e di cancellare le poche libertà riconosciute in questo paese è paradossale perché la società in cui viviamo è fortemente laica e secolarizzata -aggiunge- La Chiesa cattolica rappresenta la religione più disubbidita al mondo. Gli stessi cattolici praticanti non seguono la precettistica moralistica della dottrina ufficiale. Ruini e C. quindi tentano di compensare la drastica perdita di autorevolezza e la presa sulla società con l'intromissione nella vita legislativa del Paese. È necessaria quindi una grande opera di resistenza laica, non solo per impedire le aggressioni alla 194, ma per rilanciare quel pacchetto di proposte sulle libertà civili ferma da mesi in Parlamento: divorzio breve, coppie di fatto, legge anti omofobia ecc.".
“Viviamo un momento difficile per la laicità delle Istituzioni. Nel tentativo di riaprire il tema della legge sull'aborto c'è una carenza di laicità in certe prese di posizione”. Afferma in una dichiarazione il socialista Valdo Spini, secondo il quale “un conto è che la Chiesa cattolica propagandi con tutta la libertà necessaria l'adesione ai suoi postulati etici, un conto è che voglia riaprire un contenzioso politico con lo Stato italiano in merito ad una legge approvata dal Parlamento e confermata in un referendum popolare. Immagino che quando il cardinale Ruini chiede la riapertura della questione lo faccia come cittadino italiano e non come cardinale. Ma lo stesso cardinale Ruini al momento del mancato raggiungimento del quorum del referendum abrogativo sulla fecondazione assistita aveva affermato che la Cei non intendeva con questo riaprire il tema della 194. Si vede che ora il momento politico appare diverso”.
La nuova presa di posizione della Binetti, che già aveva votato contro la questione di fiducia posta dal governo sul decreto sicurezza poi lasciato decadere (un 'no' che aveva fatto vacillare la maggioranza a Palazzo Madama), ha provocato una nuova 'guerra di religione' all'interno del centrosinistra.  
Intanto, mentre 'Famiglia Cristiana' si è schierata a sostegno della moratoria, Ferrara insiste ed ha scritto una lettera al segretario del Pd, Walter Veltroni, nella quale gli chiede di consentirgli 'di esporre le mie ragioni in favore della moratoria sull'aborto al comitato che sta discutendo statuto e identità del Partito Democratico'. In alternativa, ha proposto che 'il comitato accetti di leggere una mia lettera motivata sulle ragioni della moratoria e decida se rispondermi con una lettera altrettanto motivata'.

mercoledì 02 gennaio 2008


Villetti: Bertone propone crociata illiberale su sessualità e scienza

“Il cardinale Bertone dovrebbe comprendere che più le gerarchie ecclesiastiche entra nella scena politica, ed è libera di farlo e per farlo pienamente dovrebbe però rinunciare a tanti privilegi, è più è investita da polemiche”. Lo afferma Roberto Villetti, capogruppo dei socialisti e radicali alla Camera. “La riscossa cattolica purtroppo sta avvenendo soprattutto con una crociata illiberale su due questioni fondamentali di libertà, come la sessualità e la scienza, e si sviluppa più che su legittimi ammonimenti sulla richiesta che il braccio secolare dello Stato si conformi con le sue leggi ai precetti della Chiesa. È una visione che contraddice alla radice la laicità dello Stato liberale che si basa sul rispetto del pluralismo. Paradossale infine è la nostalgia che il cardinale Bertone nutre per il rispetto che il PCI portava per la Chiesa cattolica perché, come ben si sa, questo orientamento politico intriso di tatticismo fu ricambiato – e basta ricordare Papa Pio XII – con una lotta senza quartiere al comunismo e una solenne scomunica per i comunisti. Stupisce invece che non dica una parola di apprezzamento per De Gasperi che fu uno statista cattolico laico e liberale”.


Odifreddi: I cattolici? come gli astrologi o gli spiritisti

Roma, 13 dic - I cattolici? come gli astrologi o gli spiritisti. Quindi nel Manifesto del Pd non si parli di “rilevanza pubblica” della religione. È questa la tesi di Piergiorgio Odifreddi, lo scienziato inserito da Walter Veltroni nella Commissione del Pd incaricata di scrivere il Manifesto dei Valori. Le affermazioni, riportate dall’Ansa, sono contenute in una mail inviata da Odifreddi agli altri membri della Commissione, per criticare un passaggio della prima bozza del Manifesto. “Vorrei spendere una parola a favore del tema della laicità. Io non credo di avere ‘pregiudizi’ nei confronti dei cattolici, così come non credo di averne nei confronti degli astrologi o degli spiritisti: mi limito a constatare che hanno visioni del mondo, che sono antitetiche con la visione scientifica, e più in generale con la razionalità, e ne deduco che sarebbe bene che esse rimanessero confinate nel campo individuale”. “Non propongo certo la proibizione delle sedute spiritiche degli oroscopi o delle messe. Mi sembra sensato, però, pretendere che non sia sulla base di queste cose che vengano prese le decisioni politiche dei nostri governanti e del nostro nascente partito”. “È ridicolo iniziare - aggiunge a proposito della bozza del Manifesto - dicendo che ‘la laicità è un valore essenziale del Pd’, e continuare riconoscendo ‘la rilevanza nella sfera pubblica delle religioni e delle varie forme di spiritualità’”. “Il nuovo partito deve scegliere se essere laico o no nel primo caso bisogna abolire la seconda parte dell’articolo, e nel secondo caso la prima: sono entrambe soluzioni possibili, ma per favore evitiamo di essere il partito del ‘ma anche’, come va dicendo da settimane Crozza nelle sue imitazioni di Veltroni”.


Unioni civili, il Pd rincorre il Vaticano

martedì 04 dicembre 2007

"D'Alema non c'è bisogno di convertirsi per allearsi con Casini', dice Franco Grillini Deputato socialista Candidato sindaco a Bologna dopo le dichiarazioni che compaiono stamane sul 'Corriere della sera'. "Non credo sia un caso che tra i primissimi a sperticarsi in complimenti e lodi alle discutibili affermazioni di Massimo D'Alema contro i matrimoni gay ci sia proprio Pier Ferdinando Casini, leader della Cosa bianca. È nota la predilizione di D'Alema per il sistema elettorale alla tedesca con lo scopo di costruire un'alleanza centrista con la Cosa bianca in sostituzione della così detta Sinistra radicale. In questa prospettiva i leader del Pd fanno la rincorsa a dare garanzie ad Oltretevere". "Quale garanzia migliore - prosegue l'esponente socialista - poteva offrire il Ministro degli esteri se non quella di scaricare brutalmente gli omosessuali e la loro battaglia di laicità? Conosciamo il cinismo proverbiale del Ministro e in questo caso il motto di Enrico IV 'Parigi val bene una messa' va inteso in senso letterale. Dire, infine, come fa D'Alema, che i matrimoni gay sarebbero offensivi per la maggioranza degli italiani significa, viceversa, offendere milioni di cittadini della comunità glbt, e le loro famiglie, che vedono nell'uguaglianza dei diritti, matrimonio compresi, la via maestra per superare millenarie discriminazioni".


Legge elettorale, Craxi: antidemocratico eliminare i minori

martedì 04 dicembre 2007

"Se si eliminano i partiti cosidetti 'minori', si elimina la democrazia. Nessuno può pretendere clausole di salvaguardia esagerate, come prevede la 'legge porcata', ma neanche agevolare un ridisegno del sistema politico italiano che cancelli per imperio alcune forze attraverso un accordo fra le maggiori. Una riforma elettorale convincente e moderna dovrà innanzitutto convincere chi la dovrà votare: i parlamentari eletti dal popolo nel 2006, non 20 anni fa. Sarà molto complicato. La legge elettorale maggioritaria, nel 1993, fu sospinta da un referendum e dalla 'pistola puntata' della magistratura sui deputati: altro clima, altri tempi che vorremmo non tornassero più". Lo afferma Vittorio Craxi del Partito Socialista. Craxi aggiunge: "Si segnala, in tutto questo, il mio amico Caldarola, che è passato dalla serrata denuncia del Partito Democratico e dall'esaltazione della necessità di una formazione che difendesse, anche in Italia, i valori ed i principi del socialismo democratico e riformista, al ruolo di 'guardia' repubblicana di un sistema bipartitico con 'tendenza Putin'. Saremo lieti di smentirlo e di fargli cambiare, nuovamente, idea".


Il partito dei giudici contro la Forleo

Repubblica, il giornale dei giudici, parlando della gip Clementina Forleo dice che è animata da una “eccentrica ossessione del complotto”. Ossia, che è una matta, una paranoica. L’articolo non è ospitato nel supplemento salute, e nemmeno è firmato da un luminare della psicologia. Dobbiamo dedurne che si tratti di un giudizio politico. Come si faceva in Unione Sovietica: chi non concorda con il Partito, è pazzo. Sono stati pochissimi i giudici attaccati da “Repubblica” nel corso degli anni: Corrado Carnevale, Giovanni Falcone, e qualche frecciatina a quei magistrati che hanno fatto politica col centrodestra invece che con loro. Carnevale dopo molte vicissitudini è riuscito a farsi reintegrare in servizio, Falcone sappiamo come è finito (e sappiamo che la sinistra ha rimosso i suoi attacchi al bravissimo giudice siciliano), e i magistrati passati a destra, dopo le polemiche iniziali, da tempo ormai vengono totalmente ignorati. Che è anche quello un modo di mostrare avversità. Non siamo in grado di formulare giudizi sulla sanità mentale della signorina Forleo. Ma siamo molto curiosi di vedere se resisterà all’attacco che Csm e “partito dei giudici” stanno scatenando contro di lei. Se manterrà il punto, e continuerà a sostenere che forse ci sono delle persone di sinistra che commettono reati, allora avremo la prova che è matta davvero, ma non matta paranoica: matta autolesionista.

Tratto da L'Opinione del 30/11/2007


BERLUSCONI CON LA CHIESA È COME IL PD

Abbiamo letto sui giornali che nelle scuole, anno dopo anno, diminuiscono gli studenti che frequentano l’ora di religione. È una caduta verticale. E diminuiscono anche i matrimoni celebrati in Chiesa. Aumenta pure il numero delle coppie che divorziano e quelle che convivono. Potremmo continuare nell’elencazione di fenomeni sociali che testimoniano un processo culturale e civile su cui riflettere. La Chiesa cattolica sostanzialmente prende atto di questa realtà alla quale si oppone con editti e scomuniche, raccolti dalle forze politiche come direttive di comportamento o, opportunisticamente, come stato di necessità per avere il sostegno delle gerarchie. Ieri il “Corriere” ci ha informati che Silvio Berlusconi dopo avere rifondato il suo partito, lanciato proclami, fatto un «bagno di folla» a Piazza San Babila, si è recato in Vaticano e ha pranzato con il segretario di Stato Tarcisio Bertone. Al quale avrà spiegato la sua riconversione politica e assicurato che il suo è il «partito del popolo cristiano» su cui la Chiesa può contare non per riconquistare anime ma per altre cose. Il guaio di questo paese è che, su questo versante, il comportamento del Pd non è sostanzialmente diverso. Un bipolarismo perfetto.

Di Emanuele Macaluso da Il Riformista del 21/11/2007


Turisti nel nome di Dio, un affare da 5 miliardi

da La Repubblica - 10 novembre 2007


L’UAAR ha inviato un messaggio di ringraziamento ai dodici senatori che hanno votato a favore dell’emendamento, presentato dai parlamentari socialisti Montalbano, Barbieri e Angius, a proposito dell’esenzione dall’ICI di cui godono gli immobili a uso commerciale di proprietà di enti ecclesiastici. I dodici sono: Roberto Barbieri (Costituente Socialista); Emilio Nicola Buccico (Alleanza Nazionale); Mauro Bulgarelli (Verdi); Furio Colombo (Ulivo); Antonio Del Pennino (Partito Repubblicano Italiano); Lucio Malan (Forza Italia); Accursio Montalbano (Costituente Socialista); Magda Neri (Gruppo per le autonomie); Antonio Paravia (Alleanza Nazionale); Fernando Rossi (Movimento Politico dei Cittadini); Giuseppe Saro (Democrazia Cristiana); Franco Turigliatto (Sinistra Critica), ai quali va aggiunto Gavino Angius (Costituente Socialista), presentatore dell’emendamento che non ha poi potuto votare, in quanto presidente dell’assemblea. Questo il testo del messaggio: L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, da sempre impegnata per l’affermazione del principio costituzionale della laicità dello Stato, la ringrazia per il voto favorevole espresso sull’emendamento concernente l’esenzione ICI sugli immobili a uso commerciale di proprietà di enti ecclesiastici. Ci ha fatto piacere constatare l’esistenza di senatori disposti a sostenere una proposta intesa a superare un privilegio che ha raccolto le perplessità della stessa Unione Europea, proposta che troppo parlamentari hanno ritenuto opportuno respingere per meri calcoli politici. Ogni iniziativa di questo tipo troverà sempre ampio supporto da parte della nostra associazione. Raffaele Carcano, Segretario UAAR .


8/11/07 - I fedeli del papa in Senato gli confermano il dono miliardario dell' ICI.

Abbiamo sempre detto che per colpa di un sistema elettorale becero e paralizzante in Italia vige un bipolarsimo che ha creato di fatto il mono-partito perfetto, quello al servizio del papa. L' apparente esistenza di due schieramenti è solo un' illusione ottica, un gioco di prestigio degno delle balle colossali su cui si regge da 2 mila anni la versione cattolica della Menzogna Globale. In effetti il Parlamento è dominato da due schieramenti al servizio esclusivo delle gerarchie vaticane, mentre i veri laici, quelli che rifiutano di essere sudditi del Papa Re, sono soltanto i radicali e i socialisti della Rosa nel Pugno e pochi altri. L' ultimo esempio in ordine di tempo è stato il voto di ieri al Senato dove un emendamento alla finanziaria che prevedeva in modo chiaro e inoppugnabile di far pagare l' ICI sugli immobili degli enti religiosi e affini in cui vengono svolte attività commerciali è stato bocciato con il voto compatto del centro-destra e del PD- Partitus Dei, ricco di esponenti dell' Opus Dei. I senatori dell' estrema sinistra hanno cercato di salvarsi la faccia astenendosi. Cerchiamo di ricordarci chi sono i senatori che hanno privato le casse dello Stato dei miliardi di ICI che i preti non pagheranno e che dovremo pagare noi.

tratto da www.nogod.it


Ici alla Chiesa, Montalbano: proseguiremo la nostra battaglia

mercoledì 07 novembre 2007

"Ancora una volta un voto per esentare dal pagamento dell’ICI gli immobili delle confessioni religiose che sono adibiti ad attività commerciali." Lo afferma il senatore Accursio Montalbano, primo firmatario dell'emendamento in questione, dopo il voto contrario dell'aula del Senato. "Il respingimento dell’emendamento dei senatori socialisti - prosegue Montalbano - riafferma quindi un principio di disuguaglianza e di violazione della concorrenza e omette di rispondere ad una sollecitazione di chiarimento su questi temi proveniente dall'Unione Europea. Il Governo e il Parlamento dovranno prima o poi dare una risposta all'Unione europea. E’ inquietante che nonostante ciò e nonostante il pronunciamento della Cassazione, che costituisce un’autorevole richiamo sulla necessità di non arrecare danni all’erario e turbative alla libera concorrenza, i Gruppi del Centro sinistra si siano piegati ad una logica di maggioranza per certi aspetti ricattatoria. Infatti è solo in ossequio a questa logica deteriore che la Sinistra radicale ha votato di fatto contro, astenendosi, costringendo così le coscienze di singoli senatori che avrebbero potuto manifestare un voto favorevole all’emendamento. Quanto alla sensibilità sui temi della laicità del Gruppo parlamentare del neonato Partito Democratico, ancora una volta si afferma la sudditanza culturale di chi non vuole turbare la luna di miele con la componente cattolica del PD e con le sue espressioni più intransigenti, i Teodem. Vorrei, inoltre sottolineare, che le polemiche sollevate in aula dopo la nostra stessa cassazione della parte inerente le attività non di lucro dal nostro emendamento, confermando così l'esenzione del pagamento dell'Ici per mense, oratori e attività sociali di ogni genere, risultano del tutto pretestuose. Sui temi della laicità, che sono presupposto di equità e di libertà, i senatori socialisti - conclude Montalbano - non considerano chiusa la propria battaglia."


Ci troviamo di fronte al paradosso costituito dal fatto che la Sacra Rota decide a suo piacimento lo scioglimento dei matrimoni religiosi con effetti civili mentre lo Stato in un compito analogo risulta vincolato dalle pressioni del Vaticano. Siamo arrivati al paradosso di Benedetto XV che invoca l'obiezione di coscienza per i farmacisti per la vendita della pillola, non di quella abortiva che comunque passa attraverso la distribuzione ospedaliera, ma di quelle anticoncezionali, compresa quella del giorno dopo.

Ci manca poco che il Papa invochi l'obiezione di coscienza per la vendita dei profilattici. Le gerarchie ecclesiastiche si tengono ben stretti tutti i propri privilegi, dall’8 per mille truccato a suo favore, dalle esenzioni ICI alle attività commerciali dotate di cappella di preghiera, dal mantenimento degli insegnanti di religione fino al finanziamento, anticostituzionale, della scuola privata, paritaria o no che sia, e poi pretendono di dettare legge nel nostro Paese. Noi siamo per una Chiesa completamente libera, libera anche di fare politica, ma senza privilegi.

Roberto Villetti al congresso dei radicali


Dico, bocciata proposta dello Sdi, il Pd si astiene

Un progetto di legge dello Sdi sul sostanziale riconoscimento delle coppie di fatto per l'accesso alle misure e alle agevolazioni previste dalle leggi e dai regolamenti dell'Emilia-Romagna è stato bocciato nella prima commissione dell'assemblea legislativa con l'astensione determinante dei consiglieri del Pd.  Grillini: il Pd subalterno all'ala clericale "Non mi meraviglia affatto che alla prima prova concreta sul terreno della laicità il Pd abbia dimostrato con un clamoroso cedimento quello che sosteniamo da tempo, e cioè che il nuovo partito è subalterno all'ala clericale".


La chiesa spagnola ha nostalgia del fascismo, e il Vaticano le dà corda, accogliendo la decisione di beatificare quasi 500 fascisti spagnoli. Sono religiosi e laici che secondo i vescovi sono stati perseguitati durante la Repubblica e che vengono ora beatificati per rispondere ai tentativi del governo Zapatero di rifare i conti con il passato spagnolo. È una vera e propria battaglia a colpi di memoria, quella tra il Governo e la Chiesa. Da una lato, quindi, l’esecutivo guidato da Zapatero che si prepara a varare una legge in cui il franchismo venga finalmente condannato e in cui si dichiari l’illegittimità di ogni suo “strascico”, come ad esempio le sentenze emesse dai tribunali duranti il regime. Dall’altro invece la Chiesa che ha beatificato il 28 ottobre 498, tra religiosi e civili, «martiri della Repubblica».

In Spagna esisteva la Repubblica democratica nata nel 1931, con un governo di “Frente Popular” composto da socialisti e repubblicani con l’appoggio esterno dei comunisti (che erano una minoranza parlamentare). Nessuno perseguitava i preti o i cattolici in generale. Nel 1936 un sollevamento militare guidato dal generale Francisco Franco fece scoppiare la guerra civile. La Chiesa, papa e gerarchie in testa, si schierò con Franco (cioè coi generali traditori) e la maggior parte dei preti appoggiò attivamente i franchisti sediziosi anche con spiate a danno dei repubblicani (che ovviamente venivano poi passati per le armi). Le persecuzioni dei preti avvennero durante la guerra civile, mai prima. E la maggior parte dei preti erano spie dei franchisti. Altrimenti come si spiega che in Galizia, dove il clero, solidale coi minatori, si schierò con la Repubblica non ne venne toccato neanche uno?


Angius: Pd e FI insieme per impedire il voto sull'8 per mille

"Il Pd e Fi hanno impedito all' Aula del Senato di votare su un emendamento dei senatori socialisti riguardante una modifica dell'8 per 1000 che garantiva la libertà dei cittadini."
Lo afferma il Vice Presidente del Senato ed esponente del Partito Socialista, Gavino Angius, commentando quanto accaduto ieri durante le votazioni sul decreto fiscale.
"Il nostro emendamento cercava di rispettare il principio di libertà di scelta del contribuente italiano poiché, come è noto, il 60% dell'8 per 1000 proviene da cittadini che non scelgono nessuna destinazione. La nostra proposta vincolava l'utilizzo di questi fondi per la costruzione di nuove case popolari anziché ridistribuirla a tutte le confessioni. "
"Evidentemente si è toccato un nervo scoperto e il Partito Democratico si è trovato ostaggio dei clericali. Hanno avuto paura di votare per non dividersi e si sono rifugiati in una assai dubbia inammissibilità. I senatori socialisti hanno sollevato una questione di libertà dei cittadini suggerendo un provvedimento di mero buonsenso, ma dobbiamo con rammarico prendere atto che i principi di libertà e di laicità non hanno più diritto di cittadinanza dalle parti del Partito Democratico al punto da cercare il sostegno di Forza Italia."


Il governo "tutela" la libera informazione sulla rete

Un disegno di legge sull'editoria "mira all'arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali".

Viene precisato cosa si intenda per prodotto editoriale:

"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso."

In pratica qualunque sito web è un prodotto editoriale.

Cosa si propone il governo per tutelare l'informazione?

"Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali."

Questa legge quindi stabilisce che chiunque abbia un sito debba metterlo sul Roc dell’autorità delle comunicazioni, produrre certificati e pagare soldi anche se non lo fa a fini di lucro. Il 99 per cento del blog chiuderebbe. Il restante 1% risponderebbe, in caso di reato, di omesso controllo e incapperebbe negli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica, galera sicura.


Turci: la Cei rispetti la Costituzione

“Con le parole di Monsignor Betori , che riguardo alla legge sulla procreazione assistita ha dichiarato che “non c'è nessuna intenzione" da parte dell'episcopato italiano "di ritornare su di essa" per una revisione”, abbiamo capito che le leggi le fa la Cei e non il Parlamento. L’avevamo vagamente intuito durante l’elaborazione e l’approvazione della legge 40. Ora ne abbiamo la conferma testuale. A Monsignor Betori, che richiama il giudice di Cagliari al rispetto delle legge, vorremmo ricordare l’obbligo anche per l’episcopato italiano di rispettare la costituzione”.
Lanfranco Turci


ll 20 settembre 1870 i Bersaglieri entrarono in Roma e la restituirono all’Italia, completando di fatto il processo di riunificazione nazionale e ponendo fine al millenario potere temporale della Chiesa.
Iniziò così per il giovane Stato italiano una stagione di laicità, destinata a interrompersi bruscamente nel 1929 a opera del compromesso - che prese il nome di «Concordato» - firmato tra Mussolini e il card. Gasparri, segretario di Stato vaticano. I famosi «Patti Lateranensi», che ancora adesso vediamo commemorati in una famosa strada di Roma come «Conciliazione» furono in realtà una resa dello Stato, in quanto fu stabilito che quella cattolica era la «…Religione ufficiale…» italiana. Fino ad allora, il 20 settembre era regolarmente celebrato come festa nazionale. Dopo, fu di fatto abolito, per non dispiacere i vicini d’Oltretevere e non turbare il clima di rinnovata «Conciliazione».
Da allora, sebbene sia intervenuta una revisione dei Patti (Secondo Concordato Craxi - Casaroli nel 1984) e quella cattolica non sia più la religione di Stato, il 20 settembre non viene più commemorato. Eppure rimane sempre il giorno in cui fu completato il processo di riunificazione nazionale.

 

Dagli al fannullone, ma solo se è un insegnane ! Trovati dal Consiglio dei Ministri i capri espiatorii del malessere della scuola, i professori fannulloni per i quali sono state previste punizioni esemplari. Niente da eccepire sulla repressione del menfreghismo che certamente alligna anche fra i docenti, ma vorremmo veder esercitare tanta solerzia punitiva in tutti gli ambiti in cui i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, vengono meno ai loro doveri. Ma restando sempre in ambito scolastico vorremmo che il Governo cominciasse a prevedere adeguate punizioni anche per gli studenti a cui le mammine e i papini giustificano sempre e comunque qualsiasi nefandezza compiano dentro la scuola. E se non vogliamo toccare le "creature" (in fondo so' ragazzi..... implorano i trepidanti genitori) che almeno paghi in qualche modo chi esercita la patria potestà. Non sono anche loro insieme ai tanto deprecati insegnanti i responsabili della mala educazione dei ragazzi ? LEGGI

Da www.nogod.it


"La lotta all'evasione fiscale richiede l'impegno di tutti, ed anche la Chiesa, come chiede il presidente del Consiglio, deve fare la sua parte per la lotta all'evasione fiscale", dichiara l'on. Angelo Piazza, deputato dello Sdi. "L'appello di Prodi viene rivolto però  proprio ad un soggetto come la Chiesa cattolica che gode di una serie di esenzioni e di privilegi fiscali imbarazzanti, come quello in materia di tassazione degli immobili". "All'appello del presidente del consiglio accompagnerei l'invito a superare l'iniquità anacronistica della disparità fiscale tra la Chiesa cattolica e gli altri contribuenti "


13/7/07 - Le picconate delle toghe alla democrazia

da www.ilgiornale.it


12/06/07 - Ottopermille. Siamo inondati su tutti i media pubblici e privati dagli spot della CEI che invita a dare l' ottopermille alla Chiesa cattolica. Lo Stato invece, che pure è uno dei possibili destinatari di quella scelta, non apre bocca, forse perchè timoroso di mettersi in concorrenza con la cupola, anzi il cupolone, praticamente monopolista di quel cespite. Ma una domanda sorge spontanea. Quanto paga la CEI (ma paga?) alla Rai e a Mediaset per affogare tutti noi in quel mare di melassa buonista? Se qualcuno è in grado di indagare può farci sapere qualcosa? Almeno per quanto riguarda il servizio pubblico (RAI) abbiamo diritto di sapere come cittadini che ve