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È stata presentata ai sindacati una bozza della riforma messa in campo dal
governo
Nel documento non c'è neppure un accenno alla questione del tempo pieno
Maestro unico, trenta per classe: ecco il decalogo della Gelmini
Molti condizionali, ma proviamo a fare il punto su come potrebbe cambiare la
scuola
Classi più numerose: fino a 29 alunni all'asilo, fino a 30 nelle prime
di medie e superiori. Lo prevede la bozza di regolamento per la riorganizzazione
della rete scolastica presentata ieri dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati
di categoria. Non ancora il piano programmatico promesso dal ministro Maria
Stella Gelmini. E in più i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno
sapere che non c'è nessun accenno alla questione del tempo pieno.
Il documento contiene i nuovi criteri per la formazione delle classi,
l'accorpamento degli istituti, l'impiego del personale in esubero. "Il piano
deve essere definito nei dettagli con il ministro dell'Economia", è stato
spiegato ai sindacati.
E infatti la riforma parte proprio dalla attuazione della manovra economica
estiva. Comunque tra mille illazioni, polemiche e incertezze ("assurde", dicono
i sindacati) proviamo a fare il punto su quali dovrebbero essere - il
condizionale è d'obbligo - le norme che in pochi anni dovrebbero cambiare volto
alla scuola italiana.
Due parole d'ordine, "essenzialità" e "continuità": la seconda con le riforme
precedenti, compresa quella del Centro-sinistra, e la prima per semplificare e
rendere più efficiente l'intero sistema-scuola. Il Piano si muove su tre
direttici: Revisione degli ordinamenti scolastici, Dimensionamento della rete
scolastica italiana e Razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli.
Scuola dell'infanzia. L'organizzazione oraria della scuola materna
rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani
(possibilità di iscrivere i piccoli già a due anni e mezzo) e nelle piccole
isole o nei piccoli comuni montani l'ingresso alla scuola dell'infanzia potrà
avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. L'esperienza delle
"sezioni primavera" per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi sarà
confermata.
Scuola primaria. È il ritorno al maestro unico la novità che ha messo in
subbuglio la scuola elementare. Già dal 2009 partiranno prime classi con
scansione settimanale di 24 ore affidate ad un unico insegnante che sostituisce
il "modulo": tre insegnanti su due classi. Le altre opzioni possibili,
limitatamente all'organico disponibile, saranno 27 e 30 ore a settimana. La
Gelmini "promette" anche di non toccare il Tempo pieno di 40 ore settimanali che
potrebbe essere addirittura incrementato ma, su questo punto, pare che il
ministero dell'Economia non sia d'accordo. E l'insegnamento dell'Inglese sarà
affidato esclusivamente ad insegnanti specializzati, non più specialisti,
attraverso corsi di 400/500 ore.
Scuola secondaria di primo grado. La scuola media è al centro di un
autentico tsunami che si pone come obiettivo quello di scalare le classifiche
internazionali (Ocse-Pisa) che vedono i quindicenni italiani agli ultimi posti.
L'orario scenderà dalle attuali 32 ore a 29 ore settimanali. Per questo verranno
rivisti programmi e curricoli. Il Tempo prolungato (di 40 ore a settimana) sarà
mantenuto solo a determinate condizioni, in parecchi casi verrà tagliato. Per
cancellare l'onta dei test Pisa, si prevede il potenziamento dello studio
dell'Italiano e della Matematica. Stesso discorso per l'Inglese, il cui studio
potrà essere potenziato solo a scapito della seconda lingua comunitaria
introdotta dalla Moratti.
Secondaria di secondo grado. La scuola superiore, rimasta fuori da
riforme strutturali per decenni, vedrà parecchi cambiamenti. Gli 868 indirizzi
saranno ricondotti ad un numero "normale". I ragazzi che opteranno per i licei
(Classico, Scientifico e delle Scienze umane) studieranno 30 ore a settimana.
Saranno rivisti, anche al superiore, curricoli e quadri orario. Al classico
saranno privilegiati Inglese, Matematica e Storia dell'Arte. Allo scientifico,
in uno o più corsi, le scuole autonome potranno si potrà sostituire il Latino
con lingua straniera. I compagni degli istituti tecnici e professionali saranno
impegnati per 32 ore a settimana. Stesso destino per i ragazzi dei licei
artistici e musicali.
Riorganizzazione rete scolastica. Attualmente, la scuola italiana
funziona attraverso 10.760 istituzioni scolastiche che lavorano su 41.862 "punti
di erogazione" del servizio: plessi, succursali, sedi staccate, ecc. Secondo i
calcoli di viale Trastevere, 2.600 istituzioni scolastiche con un numero di
alunni inferiore alle 500 unità (il minimo stabilito dalla norma per ottenere
l'Autonomia) o in deroga (con una popolazione scolastica compresa fra le 300 e
le 500 unità) dovrebbero essere e smembrate e accorpate ad altri istituti. Dal
ondata di tagli della Gelmini si salverebbero soltanto le scuole materne.
Dovrebbero, invece, chiudere i plessi e le succursali con meno di 50 alunni:
circa 4.200 in tutto. In forse anche i 5.880 plessi con meno di 100 alunni. Ma
l'intera operazione, che il ministro vuole avviare già a dicembre, dovrà trovare
il benestare di Regioni ed enti locali.
Razionalizzazione risorse umane: i tagli. Il capitolo dei tagli è
lunghissimo. Alla fine del triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi
farà sparire 87.400 cattedre di insegnante e 44.500 posti di personale
amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata): 132 mila posti in tutto. Il
personale Ata verrà ridotto del 17 per cento. Il rapporto alunni/docente dovrà
crescere di una unità. Maestro unico, soppressione di 11.200 specialisti di
Inglese alle elementari, contrazione delle ore in tutti gli ordini di scuola,
compressione del Tempo prolungato alla scuola media, rivisitazione delle classi
di concorso degli insegnanti e ulteriore taglio all'organico di sostegno
contribuiranno alla cura da cavallo che attende la scuola italiana. L'intera
operazione dovrebbe consentire risparmi superiori a 8 miliardi di euro che in
parte (30 per cento) potranno ritornare nelle tasche degli insegnanti, ma solo
dei più meritevoli.
La Repubblica - 25 settembre 2008
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