|
|
|
|
| Contro il diritto di critica La Repubblica Il Corriere della Sera Il Giornale L'Unità L'opinione Il Foglio Il Messaggero
«Profondo rammarico» è invece il commento del presidente del Consiglio, Romano Prodi. «Profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI. Condanno i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia. Esprimo quindi profondo rammarico per la decisione di Papa Benedetto XVI, esprimendo solidarietà forte e convinta alla Sua persona e rinnovando a Lui l'invito perché possa mantenere il programma originario. Nessuna voce deve tacere nel nostro Paese e a maggior ragione quella del Papa». Il sindaco di Roma e segretario del Partito democratico, Walter Veltroni: «È una sconfitta della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il confronto delle idee e il rispetto delle istituzioni. Ogni critica è legittima e il confronto delle opinioni è l'ossigeno della nostra convivenza, ma ogni atteggiamento di intolleranza, come quelli che si sono manifestati in questi giorni verso il Pontefice, fa male alla democrazia e alla libertà». Quanto accaduto "è un fatto che va capito in tutta la sua gravità - osserva il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini - si possono condividere o meno le parole del Papa, ma vanno respinti e isolati i fenomeni di intolleranza che trasformano il dissenso in protesta e in ostilità". Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema: «Il clima di tensione è stato creato da atteggiamenti e prese di posizione estremistiche che non rappresentano affatto la grande maggioranza degli italiani e che non fanno onore alla coscienza civile e democratica del Paese». Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni: «L'annullamento della visita del Papa non è una buona notizia né per La Sapienza, né per gli studenti, né per quanti pure auspicavano questa soluzione». Il ministro dell'Università, Fabio Mussi, intervenendo alla Camera a nome del governo su quanto accaduto: «È grave e sbagliato per l’università e per la sua missione. L'università è un luogo che deve accogliere, non respingere e non è necessario condividere quel che dice il Papa, ma era giusto che parlasse». «È una ferita che umilia l'università e l'Italia», ha affermato il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. «La rinuncia a cui è stato costretto il Papa in nome di una presunta laicità della conoscenza è il segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico. L'università italiana e lo Stato non si dimostrano in grado di garantire la libertà di espressione alla massima autorità religiosa. La sinistra ancora una volta dovrebbe fare un severo esame di coscienza: l'alleanza con certe frange intolleranti, e la campagna di anticlericalismo ideologico fomentata da alcuni partiti, hanno creato il clima nel quale è maturata questa pagina vergognosa». Il presidente del Senato Franco Marini: «Esprimo profondo rincrescimento a nome mio e del Senato per come si è sviluppata e conclusa questa vicenda». Sarcastico il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: che fa i "complimenti" ai firmatari del documento contro la visita, "che con la loro intolleranza hanno dimostrato lo stato di desolazione dell'Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del '68". Alleanza nazionale rivolge un appello "a tutti gli italiani" perché domenica si rechino all'Angelus in San Pietro "in massa", per "far capire al Papa che non ci sono solo questo pugno di professori, grumo di vergogna per la nazione, ma un popolo che crede nel grande messaggio della Chiesa e ha un'altissima considerazione di Benedetto XVI". Il portavoce di Alleanza nazionale, Andrea Ronchi: « Siamo profondamente indignati per la gazzarra pseudo-culturale alimentata dal solito clan anticlericale e veteromarxista in servizio permanente effettivo. Oggi la pseudo-sinistra ha scritto una delle pagine più tristi della sua storia». "Dopo lo sconcio della Sapienza di Roma ci attendiamo iniziative per
allontanare dall'ateneo i professori ancora in servizio che hanno
firmato quel vergognoso manifesto. Questa dimostrazione di intolleranza
non può restare priva di conseguenze". E' quanto afferma Maurizio
Gasparri (An). Roberto Calderoli: "L'immagine del Paese, dopo lo scandalo dei rifiuti di Napoli e questa sconcertante vicenda, ne esce devastata". Roberto Castelli, capogruppo dei senatori della Lega Nord: «Hanno vinto i nazisti rossi. Chi non ha argomenti ha paura di quelli degli altri e si affida alla violenza e all'intolleranza. Io sono un galileiano di ferro e proprio per questo non avrei paura di confrontarmi con chi antepone la fede alla ragione». «È uno scandalo inaudito», ha aggiunto il segretario di La Destra, Francesco Storace. «Hanno vinto i teppisti e i loro cattivi maestri». Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista: «Penso che il primo principio della laicità sia il libero confronto e la libertà di parola anche di esprimere contenuti diversi e distanti dall'uditorio». Il segretario della Dc per le autonomie, Gianfranco Rotondi: «Il vento anticlericale che spira sull'Occidente e sui tempi moderni lascia preoccupati. Il fatto che il Santo Padre abbia rinunciato alla sua visita deve indurre a una riflessione profonda». Il ministro delle Infrastrutture e leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro: «Impedire a chi la pensa in maniera diversa di esprimere le proprie idee ed opinioni è un comportamento indegno di un buon cristiano e soprattutto di un buon cittadino». |
A favore del diritto di critica Aprile Il Riformista
Lanfranco Turci. "Siamo sicuri - si chiede - che sia giustificata la rinuncia del Papa? A parte alcune voci, per altro non decisive, la reazione alla visita annunciata si era espressa in una contestazione civile e di merito alle note tesi di Benedetto XVI su ricerca scientifica e diritti civili". Dopo la rinuncia, continua, "si sta montando una campagna di vittimismo che appare del tutto contraddittoria e infondata in una fase di invadenza clericale che non ha precedenti nella storia dell'Italia repubblicana". “Nessuno - ha detto Enrico Boselli vuole mettere il bavaglio al Papa che è libero di dire ciò che vuole. Deve essere però chiaro che se Benedetto XVI come ormai fa puntualmente interviene direttamente su temi fondamentali come la sessualità e la libertà della scienza, invocando il braccio secolare dello Stato per far diventar legge il suo magistero, è inevitabile che sia coinvolto in polemiche e contestazioni. Nessuno deve impedirgli di parlare perchè questo sarebbe un atto illiberale, ma nessuno può vietare manifestazioni di protesta che si svolgono nei limiti della legge”. |
|
|
|
|
|
Webmaster Ing. Francesco Alati |
|