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Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Costituzione italiana - articolo 33

 

"Non mi ero accorto che nella Finanziaria sono stati tolti 134 milioni alla scuola privata cattolica. Ammetto una mia colpa: cercheremo di non togliere i finanziamenti alla scuola cattolica: è una libertà per tutti"

Silvio Berlusconi

L'annuncio del ripristino dei fondi per le paritarie rappresenta soltanto un segnale, ma, come il governo sa benissimo, la cifra intera è ancora lontana dall'essere ripristinata e mancano all'appello ancora molti dei milioni che il precedente governo aveva assegnato alle scuole paritarie.

Maria Pia Caravaglia - Ministro ombra del PD

 

SCUOLA

 

La riforma slitta al 2010. Maestro unico solo su richiesta. Accolte diverse osservazioni venute in queste settimane dalle parti sociali


Scuola cattolica, la Chiesa attacca. Il governo annulla subito i tagli


Il governo frena: tagli ridotti, sblocco del turn-over


Numerose manifestazioni contro la Gelmini. Protestano migliaia di ragazzi


Maestro unico, trenta per classe: ecco il decalogo della Gelmini


Minacciare la bocciatura è reato - Cassazione conferma pena a prof


Intesa in Parlamento: docenti scelti dai presidi, spariscono le graduatorie, arrivano gli albi professionali


Mestre, lezione di spreco: 11 prof, alunni zero


Gelmini: "Voto in condotta valga per la promozione"


Dai super tagli alle classi affollate, in subbuglio il mondo della scuola


La fabbrica degli asini è colpa dei genitori


Bankitalia: "Soprattutto al Sud la scuola discrimina i poveri"


Gelmini: "Più soldi agli insegnanti. Merito e più attenzione alle private"


Scuole private, denaro pubblico

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno difetto di essere imparziali.
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.

Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

Non tutte le scuole private.

Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.

Cure di denaro e di privilegi.

Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.

E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.

A "quelle" scuole private.

Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta.

Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.

L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto:

- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora.

Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.

- Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private.

Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.

- Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l'11 febbraio 1950

Webmaster Ing. Francesco Alati